FESTA
Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute.
A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere.
E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco".
Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio.
Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune".
Ci penso spesso.
La politica, quella vera, non è nata nei palazzi.
È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli.
Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino.
Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo.
Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza.
Troppi cittadini spettatori.
Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati.
Troppa gestione tecnica, poca passione civile.
E allora mi sono chiesto da dove ripartire.
Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica.
E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa.
La festa non è evasione.
È incontro.
È responsabilità condivisa.
È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme.
Anche senza la certezza del risultato.
Anche quando il mondo sembra andare altrove.
Perché l’immobilismo è morte politica.
E indietro non si torna.
Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire.
Non con slogan.
Con presenza.
Con partecipazione.
Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno.
È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina.
Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata.
La politica può tornare ad essere una festa collettiva.
Seria. Esigente. Concreta.
Ma pur sempre festa.
E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare.
Milano è di chi la vive.
#MilanoDiChiVive
#MilanoLibera
#Partecipazione
#BeneComune
🎉 FESTA
Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute.
A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere.
E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco".
Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio.
Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune".
Ci penso spesso.
La politica, quella vera, non è nata nei palazzi.
È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli.
Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino.
Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo.
Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza.
Troppi cittadini spettatori.
Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati.
Troppa gestione tecnica, poca passione civile.
E allora mi sono chiesto da dove ripartire.
Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica.
E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa.
🎈 La festa non è evasione.
È incontro.
È responsabilità condivisa.
È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme.
Anche senza la certezza del risultato.
Anche quando il mondo sembra andare altrove.
Perché l’immobilismo è morte politica.
E indietro non si torna.
Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire.
Non con slogan.
Con presenza.
Con partecipazione.
Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno.
È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina.
Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata.
La politica può tornare ad essere una festa collettiva.
Seria. Esigente. Concreta.
Ma pur sempre festa.
E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare.
Milano è di chi la vive.
#MilanoDiChiVive
#MilanoLibera
#Partecipazione
#BeneComune