MASSIMA DIFFUSIONE! INCHIESTA di REPORT - RAI3
Vaccini Covid-19: l’UE sotto accusa per la trasparenza dei contratti
Per l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Athanasios Rantos, la Commissione Europea non ha garantito un accesso al pubblico “sufficientemente ampio” ai contratti per l’acquisto dei vaccini contro il Covid-19.
La vicenda nasce dalle richieste avanzate nel 2021 da alcuni eurodeputati e cittadini per consultare i contratti firmati durante la pandemia e la documentazione collegata. La Commissione aveva concesso solo un accesso parziale, oscurando i nomi dei negoziatori e alcune clausole relative agli indennizzi delle aziende farmaceutiche.
Secondo Rantos, il Tribunale ha correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati rappresenta un interesse pubblico fondamentale. Le dichiarazioni anonime sull’assenza di conflitti d’interesse, infatti, non consentirebbero una verifica concreta dell’imparzialità dei negoziatori, mentre la Commissione non avrebbe dimostrato che la pubblicazione dei loro nomi avrebbe compromesso la tutela della privacy.
Anche sulle clausole di indennizzo il parere è netto: Bruxelles non avrebbe fornito prove sufficienti che la loro divulgazione potesse danneggiare gli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche o aumentare il rischio di contenziosi.
Rantos raccomanda quindi di respingere il ricorso della Commissione contro la sentenza del 2024 che aveva già censurato la gestione dell’accesso ai documenti. Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti, la sentenza dei giudici di Lussemburgo è attesa nei prossimi mesi.
Report aveva parlato di vaccini e dei contratti della Ue con le case farmaceutiche nel servizio "Una dose di troppo". Rivedi l'inchiesta
https://bit.ly/unadoseditroppo
Source: https://www.facebook.com/share/v/18gRkDBoY3/
Vaccini Covid-19: l’UE sotto accusa per la trasparenza dei contratti
Per l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Athanasios Rantos, la Commissione Europea non ha garantito un accesso al pubblico “sufficientemente ampio” ai contratti per l’acquisto dei vaccini contro il Covid-19.
La vicenda nasce dalle richieste avanzate nel 2021 da alcuni eurodeputati e cittadini per consultare i contratti firmati durante la pandemia e la documentazione collegata. La Commissione aveva concesso solo un accesso parziale, oscurando i nomi dei negoziatori e alcune clausole relative agli indennizzi delle aziende farmaceutiche.
Secondo Rantos, il Tribunale ha correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati rappresenta un interesse pubblico fondamentale. Le dichiarazioni anonime sull’assenza di conflitti d’interesse, infatti, non consentirebbero una verifica concreta dell’imparzialità dei negoziatori, mentre la Commissione non avrebbe dimostrato che la pubblicazione dei loro nomi avrebbe compromesso la tutela della privacy.
Anche sulle clausole di indennizzo il parere è netto: Bruxelles non avrebbe fornito prove sufficienti che la loro divulgazione potesse danneggiare gli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche o aumentare il rischio di contenziosi.
Rantos raccomanda quindi di respingere il ricorso della Commissione contro la sentenza del 2024 che aveva già censurato la gestione dell’accesso ai documenti. Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti, la sentenza dei giudici di Lussemburgo è attesa nei prossimi mesi.
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🔴 Vaccini Covid-19: l’UE sotto accusa per la trasparenza dei contratti
Per l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Athanasios Rantos, la Commissione Europea non ha garantito un accesso al pubblico “sufficientemente ampio” ai contratti per l’acquisto dei vaccini contro il Covid-19.
La vicenda nasce dalle richieste avanzate nel 2021 da alcuni eurodeputati e cittadini per consultare i contratti firmati durante la pandemia e la documentazione collegata. La Commissione aveva concesso solo un accesso parziale, oscurando i nomi dei negoziatori e alcune clausole relative agli indennizzi delle aziende farmaceutiche.
Secondo Rantos, il Tribunale ha correttamente riconosciuto che la trasparenza dei negoziati rappresenta un interesse pubblico fondamentale. Le dichiarazioni anonime sull’assenza di conflitti d’interesse, infatti, non consentirebbero una verifica concreta dell’imparzialità dei negoziatori, mentre la Commissione non avrebbe dimostrato che la pubblicazione dei loro nomi avrebbe compromesso la tutela della privacy.
Anche sulle clausole di indennizzo il parere è netto: Bruxelles non avrebbe fornito prove sufficienti che la loro divulgazione potesse danneggiare gli interessi commerciali delle aziende farmaceutiche o aumentare il rischio di contenziosi.
Rantos raccomanda quindi di respingere il ricorso della Commissione contro la sentenza del 2024 che aveva già censurato la gestione dell’accesso ai documenti. Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti, la sentenza dei giudici di Lussemburgo è attesa nei prossimi mesi.
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