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E' IL GIORNO della MEMORIA!
NON di QUELLA a BREVE TERMINE!
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  • NO Nole no Party!!!
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  • VERAMENTE INQUALIFICABILE!
    CHI L'HA FATTO A SCENDERE MERITEREBBE di ESSERE COSTRETTO a CAMMINARE a piedi nudi nella neve almeno per 10 chilometri.
    🥹 Belluno, ieri mattina.
    Fuori –3 gradi, l’aria gelida che entra nelle ossa e non se ne va.
    Riccardo ha 11 anni, batteva i denti, le labbra blu, lo zaino sulle spalle più grande di lui. Uno zaino pieno di quaderni, sogni piccoli, abitudini normali. Quelle di un bambino che deve solo andare a scuola.

    L’autobus riparte.
    Le porte si chiudono.
    Il motore si allontana.

    E lui resta lì.

    Non perché facesse confusione.
    Non perché fosse in ritardo.
    Non perché avesse fatto qualcosa di sbagliato.

    Ma perché non aveva il biglietto “olimpico” da 10 euro sulla tratta Calalzo–Cortina.

    Undici anni.
    Lasciato a terra.
    Nel freddo.
    Nel silenzio che arriva subito dopo, quando ti accorgi che nessuno torna indietro.

    A raccontarlo oggi è la mamma. La sua voce è più calma, ma non del tutto. Perché certe immagini non si cancellano facilmente:

    “C’erano -3 gradi, batteva i denti e aveva le labbra blu. Ora sta meglio.”

    Ora sta meglio, sì.
    Ieri Riccardo è tornato a scuola.
    Ha ripreso il suo posto in classe, il banco, i compagni.
    Ha fatto finta che fosse tutto normale.

    Ma non lo era.

    Perché ci sono cose che il corpo supera in fretta, e altre che la testa impiega molto più tempo a digerire.
    La sensazione di essere invisibile.
    Di non essere abbastanza importante da fermare un autobus.
    Di essere solo un problema da lasciare alla fermata.

    Riccardo ha fatto una scelta che pesa più di quanto sembri:
    non prenderà più l’autobus.

    Non per capriccio.
    Non per ribellione.
    Ma perché non si fida più.

    E quando un bambino smette di fidarsi degli adulti, delle regole, delle istituzioni, qualcosa si incrina. Piano. Senza rumore. Ma resta.

    Questa storia non parla solo di un biglietto.
    Parla di come applichiamo le regole.
    Parla di cosa scegliamo di vedere quando abbiamo davanti una persona fragile.
    Parla di empatia, quella parola grande che spesso scompare dietro procedure, tariffe, protocolli.

    Perché una regola può essere corretta.
    Ma l’umanità non dovrebbe mai essere opzionale.

    Un bambino non è un tariffario.
    Non è una tratta.
    Non è un codice.

    È qualcuno che ha freddo.
    È qualcuno che ha paura.
    È qualcuno che si fida.

    E forse la vera domanda non è “di chi è la colpa”, ma che cosa stiamo insegnando.
    Che il mondo funziona solo se hai il biglietto giusto?
    Che nessuno si ferma se resti indietro?
    Che chiedere aiuto non serve?

    Riccardo oggi sta meglio.
    Ma quella mattina resterà con lui.
    Come restano certe sensazioni che non sai spiegare, ma che ti accompagnano a lungo.

    E questa storia resterà anche con noi.
    Se vogliamo ascoltarla davvero.
    VERAMENTE INQUALIFICABILE! CHI L'HA FATTO A SCENDERE MERITEREBBE di ESSERE COSTRETTO a CAMMINARE a piedi nudi nella neve almeno per 10 chilometri. 💔🥹😡 Belluno, ieri mattina. Fuori –3 gradi, l’aria gelida che entra nelle ossa e non se ne va. Riccardo ha 11 anni, batteva i denti, le labbra blu, lo zaino sulle spalle più grande di lui. Uno zaino pieno di quaderni, sogni piccoli, abitudini normali. Quelle di un bambino che deve solo andare a scuola. L’autobus riparte. Le porte si chiudono. Il motore si allontana. E lui resta lì. Non perché facesse confusione. Non perché fosse in ritardo. Non perché avesse fatto qualcosa di sbagliato. Ma perché non aveva il biglietto “olimpico” da 10 euro sulla tratta Calalzo–Cortina. Undici anni. Lasciato a terra. Nel freddo. Nel silenzio che arriva subito dopo, quando ti accorgi che nessuno torna indietro. A raccontarlo oggi è la mamma. La sua voce è più calma, ma non del tutto. Perché certe immagini non si cancellano facilmente: “C’erano -3 gradi, batteva i denti e aveva le labbra blu. Ora sta meglio.” Ora sta meglio, sì. Ieri Riccardo è tornato a scuola. Ha ripreso il suo posto in classe, il banco, i compagni. Ha fatto finta che fosse tutto normale. Ma non lo era. Perché ci sono cose che il corpo supera in fretta, e altre che la testa impiega molto più tempo a digerire. La sensazione di essere invisibile. Di non essere abbastanza importante da fermare un autobus. Di essere solo un problema da lasciare alla fermata. Riccardo ha fatto una scelta che pesa più di quanto sembri: 👉 non prenderà più l’autobus. Non per capriccio. Non per ribellione. Ma perché non si fida più. E quando un bambino smette di fidarsi degli adulti, delle regole, delle istituzioni, qualcosa si incrina. Piano. Senza rumore. Ma resta. Questa storia non parla solo di un biglietto. Parla di come applichiamo le regole. Parla di cosa scegliamo di vedere quando abbiamo davanti una persona fragile. Parla di empatia, quella parola grande che spesso scompare dietro procedure, tariffe, protocolli. Perché una regola può essere corretta. Ma l’umanità non dovrebbe mai essere opzionale. Un bambino non è un tariffario. Non è una tratta. Non è un codice. È qualcuno che ha freddo. È qualcuno che ha paura. È qualcuno che si fida. E forse la vera domanda non è “di chi è la colpa”, ma che cosa stiamo insegnando. Che il mondo funziona solo se hai il biglietto giusto? Che nessuno si ferma se resti indietro? Che chiedere aiuto non serve? Riccardo oggi sta meglio. Ma quella mattina resterà con lui. Come restano certe sensazioni che non sai spiegare, ma che ti accompagnano a lungo. E questa storia resterà anche con noi. Se vogliamo ascoltarla davvero.
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  • Roberta Bruzzone rivela: "Minacce di morte per il caso Garlasco e no alla maternità"
    La criminologa Roberta Bruzzone a Verissimo parla delle minacce ricevute e della scelta consapevole di non diventare madre...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/25/ho-ricevuto-minacce-di-morte-anche-per-il-caso-garlasco-ho-scelto-di-non-avere-figli-non-credo-di-essere-adatta-a-fare-la-madre-cosi-roberta-bruzzone/8268673/
    Roberta Bruzzone rivela: "Minacce di morte per il caso Garlasco e no alla maternità" La criminologa Roberta Bruzzone a Verissimo parla delle minacce ricevute e della scelta consapevole di non diventare madre... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/25/ho-ricevuto-minacce-di-morte-anche-per-il-caso-garlasco-ho-scelto-di-non-avere-figli-non-credo-di-essere-adatta-a-fare-la-madre-cosi-roberta-bruzzone/8268673/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
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    La criminologa Roberta Bruzzone a Verissimo parla delle minacce ricevute e della scelta consapevole di non diventare madre
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  • Proteste contro ICE in Piazza XXV APRILE a MILANO
    Siano d'accordo.
    Polizia privata criminale.
    Dovrebbero almeno perquisirli che non abbiano armi, ma sono americani e fanno quello che vogliono.
    Proteste contro ICE in Piazza XXV APRILE a MILANO Siano d'accordo. Polizia privata criminale. Dovrebbero almeno perquisirli che non abbiano armi, ma sono americani e fanno quello che vogliono.
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  • Intelligenza artificiale, arriva l'immortalità digitale ed il backup di pensieri: lo studio Eurispes
    Nasce una nuova industria, obiettivo il 'mind uploading', ovvero il backup di pensieri, memoria e identità. Rallentare l'invecchiamento, le terapie geniche e cos'è la "Digital Afterlife Industry
    https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/01/intelligenza-artificiale-arriva-limmortalita-digitale-ed-il-backup-di-pensieri-lo-studio-eurispes-tecnologia-4c9998ed-f827-4233-825c-2fbc8bf91b41.html
    Intelligenza artificiale, arriva l'immortalità digitale ed il backup di pensieri: lo studio Eurispes Nasce una nuova industria, obiettivo il 'mind uploading', ovvero il backup di pensieri, memoria e identità. Rallentare l'invecchiamento, le terapie geniche e cos'è la "Digital Afterlife Industry https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/01/intelligenza-artificiale-arriva-limmortalita-digitale-ed-il-backup-di-pensieri-lo-studio-eurispes-tecnologia-4c9998ed-f827-4233-825c-2fbc8bf91b41.html
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    Intelligenza artificiale, arriva l'immortalità digitale ed il backup di pensieri: lo studio Eurispes
    Nasce una nuova industria, obiettivo il 'mind uploading', ovvero il backup di pensieri, memoria e identità. Rallentare l'invecchiamento, le terapie geniche e cos'è la "Digital Afterlife Industry"
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  • 31 gennaio - festa di San Giovanni Bosco

    LA “BUONA STAMPA’ CRISTIANA DI DON BOSCO.
    Verace Testimone del Vangelo contro la “Falsa Testimonianza” Massonica: Nefasta e Satanica

    https://gospanews.net/2026/01/31/la-buona-stampa-cristiana-di-don-bosco-verace-testimone-del-vangelo-contro-la-falsa-testimonianza-massonica-nefasta-e-satanica/
    31 gennaio - festa di San Giovanni Bosco LA “BUONA STAMPA’ CRISTIANA DI DON BOSCO. Verace Testimone del Vangelo contro la “Falsa Testimonianza” Massonica: Nefasta e Satanica https://gospanews.net/2026/01/31/la-buona-stampa-cristiana-di-don-bosco-verace-testimone-del-vangelo-contro-la-falsa-testimonianza-massonica-nefasta-e-satanica/
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    LA “BUONA STAMPA’ CRISTIANA DI DON BOSCO. Verace Testimone del Vangelo contro la “Falsa Testimonianza” Massonica: Nefasta e Satanica
    “Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti”Vangelo di San Matteo Apostolo ed Evangelista
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  • IL DISCORSO TIPICO dello SCHIAVO di Silvano Agosti.
    ASCOLTATE con ATTENZIONE!
    MASSIMA CONDIVISIONE!

    Source: https://www.facebook.com/share/r/1DSZhGRJyg/?mibextid=wwXIfr
    IL DISCORSO TIPICO dello SCHIAVO di Silvano Agosti. ASCOLTATE con ATTENZIONE! MASSIMA CONDIVISIONE! Source: https://www.facebook.com/share/r/1DSZhGRJyg/?mibextid=wwXIfr
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  • ECCO l'AMARA VERITA'!
    Alex Pretti aveva già avuto uno scontro con gli agenti Ice prima di essere ucciso
    L'infermiere italiano ucciso a Minneapolis aveva già avuto un confronto con gli agenti federali 11 giorni prima della sparatoria
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/alex-pretti-scontro-agenti-ice-11-giorni-prima-di-morire/8272798/
    ECCO l'AMARA VERITA'! Alex Pretti aveva già avuto uno scontro con gli agenti Ice prima di essere ucciso L'infermiere italiano ucciso a Minneapolis aveva già avuto un confronto con gli agenti federali 11 giorni prima della sparatoria https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/alex-pretti-scontro-agenti-ice-11-giorni-prima-di-morire/8272798/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Alex Pretti aveva già avuto uno scontro con gli agenti Ice prima di essere ucciso
    L'infermiere italiano ucciso a Minneapolis aveva già avuto un confronto con gli agenti federali 11 giorni prima della sparatoria
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  • CHIEDIAMOCI come MAI ci sono TUTTI QUESTI CASI in ITALIA che 50 anni FA NON ESISTEVANO. ANDIAMO a ANALIZZARE l'USO INDISCRIMINATO di FARMACI!

    Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it
    Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA)
    https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/28/con-demenza-14-milioni-di-italiani-la-quota-piu-alta-in-ue_a4276fe0-873a-470e-a685-ffa53e995a36.html?utm_source=firefox-newtab-it-it
    CHIEDIAMOCI come MAI ci sono TUTTI QUESTI CASI in ITALIA che 50 anni FA NON ESISTEVANO. ANDIAMO a ANALIZZARE l'USO INDISCRIMINATO di FARMACI! Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA) https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2026/01/28/con-demenza-14-milioni-di-italiani-la-quota-piu-alta-in-ue_a4276fe0-873a-470e-a685-ffa53e995a36.html?utm_source=firefox-newtab-it-it
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    Con demenza 1,4 milioni di italiani, la quota più alta in Ue - Sanità - Ansa.it
    Sono oltre 1 milione e 430mila gli italiani che oggi convivono con la demenza, un numero destinato a salire, con i casi che, si prevede, diventeranno 2 milioni e 200mila entro il 2050, facendo registrare una crescita del 54%. (ANSA)
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  • IL GIORNO della MEMORIA. NON di QUELLA a BREVE TERMINE!
    IL GIORNO della MEMORIA. NON di QUELLA a BREVE TERMINE!
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