FESTA DELL’ESERCITO
Oltre un secolo tra fango, coraggio e identità nazionale
Dal Regio Esercito nato con l’Unità d’Italia alle missioni di pace di oggi, la storia delle Forze Armate si intreccia con quella del Paese
di Piero De Ruvo
Il 4 maggio non è solo una data sul calendario militare, ma rappresenta l’atto di nascita di un’istituzione che ha camminato di pari passo con la storia d’Italia. Era il 1861 quando un provvedimento del Ministro della Guerra, Manfredo Fanti, decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita del Regio Esercito, sancendo l’unificazione delle forze militari degli stati preunitari sotto un’unica bandiera.
Sebbene la data ufficiale sia legata all’Unità, le radici dell’Esercito affondano nel XVII secolo, con la creazione del Reggimento “delle Guardie” nel 1659, il primo reparto permanente d’Europa. Tuttavia, è dopo il 1861 che l’Esercito assume il ruolo di “cemento” degli italiani. In un’Italia divisa da dialetti e analfabetismo, la caserma divenne per milioni di giovani la prima vera occasione di incontro e conoscenza reciproca, trasformando reclute provenienti da oltre 8.000 comuni in cittadini di una nazione unita.
La storia dell’Esercito è scritta col sangue delle classi rurali, il sacrificio dei “Fanti-Contadini” fornì circa il 46% della forza belligerante durante la Grande Guerra. Un esempio emblematico della dedizione e del dolore di quegli anni è offerto dalla famiglia Varotto di Taggi di Sotto (Padova): sei fratelli tutti contadini, risposero alla chiamata alle armi. Tra loro, Riccardo Varotto non fece mai ritorno, cadde il 28 agosto 1917 sull’Isonzo, colpito mortalmente a Quota 174 durante un assalto eroico guidato dal colonnello Bechi.
Suo fratello Benvenuto combatté invece in Francia, nel bosco di Courton, dove subì gli effetti devastanti dei gas asfissianti durante la cruenta battaglia di Bligny. Storie come queste sono migliaia e restituiscono dignità ai milioni di “persone, considerati numeri” che, nell’ombra delle trincee, hanno contribuito a costruire il nostro presente.
Oggi l’Esercito Italiano, celebrato in tante città italiane, è una forza professionale e tecnologicamente all’avanguardia. Se la marcia d’ordinanza “4 Maggio”, composta dal Maestro Fulvio Creux, riecheggia le tradizioni risorgimentali, l’impegno odierno si traduce in missioni internazionali di pace sotto l’egida di ONU, UE e NATO.
Dalle operazioni di soccorso durante le calamità naturali in Italia e all’estero, alle complesse stabilizzazioni in aree di crisi come Libano e Afghanistan, l’Esercito rimane, come sottolineato in più occasioni dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, un “baluardo insostituibile” per la difesa della libertà e della sicurezza dei cittadini.
Per chi volesse riscoprire questo patrimonio di valori e tecnologia, la loro memoria è custodita nei musei militari, strutture come il Museo Storico della Fanteria a Roma o quello della Terza Armata a Padova, permettono di toccare con mano non solo la storia delle battaglie, ma anche l’ingegno del “genio militare”, radice dell’ingegneria civile italiana.
Buon 4 Maggio.
FESTA DELL’ESERCITO
Oltre un secolo tra fango, coraggio e identità nazionale
Dal Regio Esercito nato con l’Unità d’Italia alle missioni di pace di oggi, la storia delle Forze Armate si intreccia con quella del Paese
di Piero De Ruvo
Il 4 maggio non è solo una data sul calendario militare, ma rappresenta l’atto di nascita di un’istituzione che ha camminato di pari passo con la storia d’Italia. Era il 1861 quando un provvedimento del Ministro della Guerra, Manfredo Fanti, decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita del Regio Esercito, sancendo l’unificazione delle forze militari degli stati preunitari sotto un’unica bandiera.
Sebbene la data ufficiale sia legata all’Unità, le radici dell’Esercito affondano nel XVII secolo, con la creazione del Reggimento “delle Guardie” nel 1659, il primo reparto permanente d’Europa. Tuttavia, è dopo il 1861 che l’Esercito assume il ruolo di “cemento” degli italiani. In un’Italia divisa da dialetti e analfabetismo, la caserma divenne per milioni di giovani la prima vera occasione di incontro e conoscenza reciproca, trasformando reclute provenienti da oltre 8.000 comuni in cittadini di una nazione unita.
La storia dell’Esercito è scritta col sangue delle classi rurali, il sacrificio dei “Fanti-Contadini” fornì circa il 46% della forza belligerante durante la Grande Guerra. Un esempio emblematico della dedizione e del dolore di quegli anni è offerto dalla famiglia Varotto di Taggi di Sotto (Padova): sei fratelli tutti contadini, risposero alla chiamata alle armi. Tra loro, Riccardo Varotto non fece mai ritorno, cadde il 28 agosto 1917 sull’Isonzo, colpito mortalmente a Quota 174 durante un assalto eroico guidato dal colonnello Bechi.
Suo fratello Benvenuto combatté invece in Francia, nel bosco di Courton, dove subì gli effetti devastanti dei gas asfissianti durante la cruenta battaglia di Bligny. Storie come queste sono migliaia e restituiscono dignità ai milioni di “persone, considerati numeri” che, nell’ombra delle trincee, hanno contribuito a costruire il nostro presente.
Oggi l’Esercito Italiano, celebrato in tante città italiane, è una forza professionale e tecnologicamente all’avanguardia. Se la marcia d’ordinanza “4 Maggio”, composta dal Maestro Fulvio Creux, riecheggia le tradizioni risorgimentali, l’impegno odierno si traduce in missioni internazionali di pace sotto l’egida di ONU, UE e NATO.
Dalle operazioni di soccorso durante le calamità naturali in Italia e all’estero, alle complesse stabilizzazioni in aree di crisi come Libano e Afghanistan, l’Esercito rimane, come sottolineato in più occasioni dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, un “baluardo insostituibile” per la difesa della libertà e della sicurezza dei cittadini.
Per chi volesse riscoprire questo patrimonio di valori e tecnologia, la loro memoria è custodita nei musei militari, strutture come il Museo Storico della Fanteria a Roma o quello della Terza Armata a Padova, permettono di toccare con mano non solo la storia delle battaglie, ma anche l’ingegno del “genio militare”, radice dell’ingegneria civile italiana.
Buon 4 Maggio.