• FESTA

    Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute.

    A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere.
    E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco".
    Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio.
    Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune".

    Ci penso spesso.
    La politica, quella vera, non è nata nei palazzi.
    È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli.
    Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino.

    Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo.
    Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza.

    Troppi cittadini spettatori.
    Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati.
    Troppa gestione tecnica, poca passione civile.
    E allora mi sono chiesto da dove ripartire.

    Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica.
    E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa.

    La festa non è evasione.
    È incontro.
    È responsabilità condivisa.
    È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme.
    Anche senza la certezza del risultato.
    Anche quando il mondo sembra andare altrove.
    Perché l’immobilismo è morte politica.
    E indietro non si torna.
    Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire.

    Non con slogan.
    Con presenza.
    Con partecipazione.
    Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno.

    È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina.
    Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata.
    La politica può tornare ad essere una festa collettiva.
    Seria. Esigente. Concreta.
    Ma pur sempre festa.
    E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare.

    Milano è di chi la vive.

    #MilanoDiChiVive
    #MilanoLibera
    #Partecipazione
    #BeneComune
    🎉 FESTA Ormai non sono più tempi per raccontare favole o lanciare promesse che puntualmente non vengono mantenute. A questo ci ha abituati una certa politica degli ultimi vent’anni: parole leggere, responsabilità leggere. E so perfettamente, anche per esperienza personale, quanto sia difficile "rialzarsi" ogni volta e "rimettersi in gioco". Ma se restano intatte la salute mentale e le motivazioni profonde, allora vale ancora la pena battersi per il proprio territorio. Per un’idea di bene che deve restare davvero "comune". Ci penso spesso. La politica, quella vera, non è nata nei palazzi. È nata nelle piazze, nei cortili, nei circoli. Nei luoghi in cui le persone si incontrano e discutono del proprio destino. Milano in questi anni è cresciuta, si è trasformata, si è proiettata nel mondo. Ma in questo slancio qualcosa si è incrinato: la distanza. Troppi cittadini spettatori. Troppi quartieri che cambiano senza essere ascoltati. Troppa gestione tecnica, poca passione civile. E allora mi sono chiesto da dove ripartire. Fatto tesoro degli errori e anche dei successi che ormai appartengono al passato, ho scelto di ripartire da una parola semplice ma esigente: libertà civica. E da una figura che può sembrare retorica, ma non lo è: la Festa. 🎈 La festa non è evasione. È incontro. È responsabilità condivisa. È persone che fino a poche ore prima non si conoscevano e decidono di sedersi allo stesso tavolo, magari su un patio al tramonto, e iniziare a pensare insieme. Anche senza la certezza del risultato. Anche quando il mondo sembra andare altrove. Perché l’immobilismo è morte politica. E indietro non si torna. Davanti c’è uno spazio vuoto da riempire. Non con slogan. Con presenza. Con partecipazione. Con idee che non restino sulla carta ma diventino programma, proposta, impegno. È su questo che sto lavorando insieme a chi crede che Milano possa tornare ad essere comunità prima ancora che vetrina. Una città più abitabile, più giusta, più ascoltata. La politica può tornare ad essere una festa collettiva. Seria. Esigente. Concreta. Ma pur sempre festa. E forse è proprio da qui che possiamo ricominciare. Milano è di chi la vive. #MilanoDiChiVive #MilanoLibera #Partecipazione #BeneComune
    0 Comments 0 Shares 2K Views
  • I migliori crypto casino si distinguono per sicurezza, licenze valide e varietà di giochi. Offrono anche bonus competitivi e piattaforme affidabili per garantire un’esperienza di gioco sicura e divertente.https://www.insiter-project.eu/
    I migliori crypto casino si distinguono per sicurezza, licenze valide e varietà di giochi. Offrono anche bonus competitivi e piattaforme affidabili per garantire un’esperienza di gioco sicura e divertente.https://www.insiter-project.eu/
    0 Comments 0 Shares 420 Views 0
  • Un crypto casino permette ai giocatori di scommettere utilizzando criptovalute come Bitcoin o Ethereum. Questi casinò offrono transazioni rapide, anonimato e un’esperienza digitale moderna rispetto ai casinò tradizionali.https://www.insiter-project.eu/
    Un crypto casino permette ai giocatori di scommettere utilizzando criptovalute come Bitcoin o Ethereum. Questi casinò offrono transazioni rapide, anonimato e un’esperienza digitale moderna rispetto ai casinò tradizionali.https://www.insiter-project.eu/
    0 Comments 0 Shares 487 Views
  • Il casino live offre un’esperienza di gioco immersiva grazie alla presenza di veri croupier che gestiscono le partite in tempo reale. I giocatori possono interagire tramite chat e seguire ogni fase del gioco in diretta streaming ad alta qualità https://www.labissa.com/casino-live/
    Il casino live offre un’esperienza di gioco immersiva grazie alla presenza di veri croupier che gestiscono le partite in tempo reale. I giocatori possono interagire tramite chat e seguire ogni fase del gioco in diretta streaming ad alta qualità https://www.labissa.com/casino-live/
    0 Comments 0 Shares 301 Views
  • Mercato degli asciugamani elettrici: crescita, innovazione e la svolta verso l'igiene sostenibile

    Il mercato globale degli asciugamani elettrici ha registrato una crescita costante nell'ultimo decennio, trainata dalla crescente consapevolezza in materia di igiene, dalle iniziative a favore della sostenibilità e dalla crescente adozione di tecnologie contactless negli spazi pubblici e commerciali. Gli asciugamani elettrici, un tempo considerati un semplice accessorio per i bagni, si sono evoluti in dispositivi avanzati, efficienti dal punto di vista energetico e dotati di sensori, in linea con i moderni standard igienico-sanitari e gli obiettivi ambientali. Poiché aziende e istituzioni danno priorità alla riduzione dei costi, alla minimizzazione degli sprechi e al miglioramento dell'esperienza utente, gli asciugamani elettrici stanno diventando una componente essenziale delle infrastrutture dei bagni intelligenti.

    Leggi oggi il rapporto sul mercato degli asciugamani elettrici - https://www.skyquestt.com/report/hand-dryer-market

    #MercatoAsciugamaniElettrici #AsciugamaniElettrici #SoluzioniPerBagni #BagniIntelligenti #TecnologiaContactless #SoluzioniPerL'Igiene #VitaSostenibile #ProdottiEcocompatibili #EdificiEcologici #EfficienzaEnergetica #InfrastruttureCommerciali #GestioneDelleStrutture #TecnologiaSanitaria #TecnologiaPulita #TecnologiaEdilizia #SettoreAlberghiero #StruttureSanitarie #InfrastruttureIntelligenti
    Mercato degli asciugamani elettrici: crescita, innovazione e la svolta verso l'igiene sostenibile Il mercato globale degli asciugamani elettrici ha registrato una crescita costante nell'ultimo decennio, trainata dalla crescente consapevolezza in materia di igiene, dalle iniziative a favore della sostenibilità e dalla crescente adozione di tecnologie contactless negli spazi pubblici e commerciali. Gli asciugamani elettrici, un tempo considerati un semplice accessorio per i bagni, si sono evoluti in dispositivi avanzati, efficienti dal punto di vista energetico e dotati di sensori, in linea con i moderni standard igienico-sanitari e gli obiettivi ambientali. Poiché aziende e istituzioni danno priorità alla riduzione dei costi, alla minimizzazione degli sprechi e al miglioramento dell'esperienza utente, gli asciugamani elettrici stanno diventando una componente essenziale delle infrastrutture dei bagni intelligenti. Leggi oggi il rapporto sul mercato degli asciugamani elettrici - https://www.skyquestt.com/report/hand-dryer-market #MercatoAsciugamaniElettrici #AsciugamaniElettrici #SoluzioniPerBagni #BagniIntelligenti #TecnologiaContactless #SoluzioniPerL'Igiene #VitaSostenibile #ProdottiEcocompatibili #EdificiEcologici #EfficienzaEnergetica #InfrastruttureCommerciali #GestioneDelleStrutture #TecnologiaSanitaria #TecnologiaPulita #TecnologiaEdilizia #SettoreAlberghiero #StruttureSanitarie #InfrastruttureIntelligenti
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Hand Dryer Market Size, Share |Forecast Report [2033]
    Hand Dryer Market size in 2025 stood at $1.59 billion, set to rise to $4.2 billion by 2033 with a CAGR of 12.9%.
    0 Comments 0 Shares 3K Views
  • Noleggia un autista privato India per un viaggio sicuro e personalizzato.

    Con il servizio Autista Privato India, viaggi in totale comfort e sicurezza tra città storiche e percorsi turistici. Un autista esperto garantisce itinerari personalizzati, tempi flessibili e un’esperienza autentica durante il tuo viaggio in India.
    Visita qui: https://privatedriversindia.com/autista-privato-india/
    Noleggia un autista privato India per un viaggio sicuro e personalizzato. Con il servizio Autista Privato India, viaggi in totale comfort e sicurezza tra città storiche e percorsi turistici. Un autista esperto garantisce itinerari personalizzati, tempi flessibili e un’esperienza autentica durante il tuo viaggio in India. Visita qui: https://privatedriversindia.com/autista-privato-india/
    PRIVATEDRIVERSINDIA.COM
    Autista Privato India Pacchetto turistico
    Scopri le meraviglie dell'India con il nostro servizio Lalit Autista Privato India, progettato per offrirti un viaggio personalizzato e indimenticabile.
    0 Comments 0 Shares 998 Views
  • Estratto dal discorso di Papa Leone XIV al corpo diplomatico. 16- Maggio 2025-https://share.google/ZYJFegd9cEXlErptd
    Nel nostro dialogo vorrei che tenessimo presente tre parole-chiave, ( pace, giustizia, verità n.d.r.) che costituiscono i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede.

    La prima parola è pace. Troppe volte la consideriamo una parola “negativa”, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto, poiché la contrapposizione è parte della natura umana e ci accompagna sempre, spingendoci troppo spesso a vivere in un costante “stato di conflitto”: in casa, al lavoro, nella società. La pace allora sembra una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra, poiché, per quanto ci si sforzi, le tensioni sono sempre presenti, un po’ come la brace che cova sotto la cenere, pronta a riaccendersi in ogni momento.

    Nella prospettiva cristiana — come anche in quella di altre esperienze religiose — la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Essa è però un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi.

    In quest’ottica, ritengo fondamentale il contributo che le religioni e il dialogo interreligioso possono svolgere per favorire contesti di pace. Ciò naturalmente esige il pieno rispetto della libertà religiosa in ogni Paese, poiché l’esperienza religiosa è una dimensione fondamentale della persona umana, tralasciando la quale è difficile, se non impossibile, compiere quella purificazione del cuore necessaria per costruire relazioni di pace.

    A partire da questo lavoro, che tutti siamo chiamati a fare, si possono sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista. Ciò esige anche una sincera volontà di dialogo, animata dal desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. In questa prospettiva è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo, occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte, poiché, come ricordava Papa Francesco nel suo ultimo Messaggio Urbi et Orbi, «nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo» (1).

    La seconda parola è giustizia. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia. Come ho già avuto modo di accennare, ho scelto il mio nome pensando anzitutto a Leone XIII, il Papa della prima grande enciclica sociale, la Rerum novarum. Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, la Santa Sede non può esimersi dal far sentire la propria voce dinanzi ai numerosi squilibri e alle ingiustizie che conducono, tra l’altro, a condizioni indegne di lavoro e a società sempre più frammentate e conflittuali. Occorre peraltro adoperarsi per porre rimedio alle disparità globali, che vedono opulenza e indigenza tracciare solchi profondi tra continenti, Paesi e anche all’interno di singole società.

    È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» (2). Inoltre, nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato.

    La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio.

    La terza parola è verità. Non si possono costruire relazioni veramente pacifiche, anche in seno alla Comunità internazionale, senza verità. Laddove le parole assumono connotati ambigui e ambivalenti e il mondo virtuale, con la sua mutata percezione del reale, prende il sopravvento senza controllo, è arduo costruire rapporti autentici, poiché vengono meno le premesse oggettive e reali della comunicazione.

    Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione. La verità però non è mai disgiunta dalla carità, che alla radice ha sempre la preoccupazione per la vita e il bene di ogni uomo e donna. D’altronde, nella prospettiva cristiana, la verità non è l’affermazione di principi astratti e disincarnati, ma l’incontro con la persona stessa di Cristo, che vive nella comunità dei credenti. Così la verità non ci allontana, anzi ci consente di affrontare con miglior vigore le sfide del nostro tempo, come le migrazioni, l’uso etico dell’intelligenza artificiale e la salvaguardia della nostra amata Terra. Sono sfide che richiedono l’impegno e la collaborazione di tutti, poiché nessuno può pensare di affrontarle da solo.
    Estratto dal discorso di Papa Leone XIV al corpo diplomatico. 16- Maggio 2025-https://share.google/ZYJFegd9cEXlErptd Nel nostro dialogo vorrei che tenessimo presente tre parole-chiave, ( pace, giustizia, verità n.d.r.) che costituiscono i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede. La prima parola è pace. Troppe volte la consideriamo una parola “negativa”, ossia come mera assenza di guerra e di conflitto, poiché la contrapposizione è parte della natura umana e ci accompagna sempre, spingendoci troppo spesso a vivere in un costante “stato di conflitto”: in casa, al lavoro, nella società. La pace allora sembra una semplice tregua, un momento di riposo tra una contesa e l’altra, poiché, per quanto ci si sforzi, le tensioni sono sempre presenti, un po’ come la brace che cova sotto la cenere, pronta a riaccendersi in ogni momento. Nella prospettiva cristiana — come anche in quella di altre esperienze religiose — la pace è anzitutto un dono: il primo dono di Cristo: «Vi do la mia pace» (Gv 14, 27). Essa è però un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su sé stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi. In quest’ottica, ritengo fondamentale il contributo che le religioni e il dialogo interreligioso possono svolgere per favorire contesti di pace. Ciò naturalmente esige il pieno rispetto della libertà religiosa in ogni Paese, poiché l’esperienza religiosa è una dimensione fondamentale della persona umana, tralasciando la quale è difficile, se non impossibile, compiere quella purificazione del cuore necessaria per costruire relazioni di pace. A partire da questo lavoro, che tutti siamo chiamati a fare, si possono sradicare le premesse di ogni conflitto e di ogni distruttiva volontà di conquista. Ciò esige anche una sincera volontà di dialogo, animata dal desiderio di incontrarsi più che di scontrarsi. In questa prospettiva è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo, occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte, poiché, come ricordava Papa Francesco nel suo ultimo Messaggio Urbi et Orbi, «nessuna pace è possibile senza un vero disarmo [e] l’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo» (1). La seconda parola è giustizia. Perseguire la pace esige di praticare la giustizia. Come ho già avuto modo di accennare, ho scelto il mio nome pensando anzitutto a Leone XIII, il Papa della prima grande enciclica sociale, la Rerum novarum. Nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, la Santa Sede non può esimersi dal far sentire la propria voce dinanzi ai numerosi squilibri e alle ingiustizie che conducono, tra l’altro, a condizioni indegne di lavoro e a società sempre più frammentate e conflittuali. Occorre peraltro adoperarsi per porre rimedio alle disparità globali, che vedono opulenza e indigenza tracciare solchi profondi tra continenti, Paesi e anche all’interno di singole società. È compito di chi ha responsabilità di governo adoperarsi per costruire società civili armoniche e pacificate. Ciò può essere fatto anzitutto investendo sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna, «società piccola ma vera, e anteriore a ogni civile società» (2). Inoltre, nessuno può esimersi dal favorire contesti in cui sia tutelata la dignità di ogni persona, specialmente di quelle più fragili e indifese, dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, sia esso cittadino o immigrato. La mia stessa storia è quella di un cittadino, discendente di immigrati, a sua volta emigrato. Ciascuno di noi, nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio. La terza parola è verità. Non si possono costruire relazioni veramente pacifiche, anche in seno alla Comunità internazionale, senza verità. Laddove le parole assumono connotati ambigui e ambivalenti e il mondo virtuale, con la sua mutata percezione del reale, prende il sopravvento senza controllo, è arduo costruire rapporti autentici, poiché vengono meno le premesse oggettive e reali della comunicazione. Da parte sua, la Chiesa non può mai esimersi dal dire la verità sull’uomo e sul mondo, ricorrendo quando necessario anche ad un linguaggio schietto, che può suscitare qualche iniziale incomprensione. La verità però non è mai disgiunta dalla carità, che alla radice ha sempre la preoccupazione per la vita e il bene di ogni uomo e donna. D’altronde, nella prospettiva cristiana, la verità non è l’affermazione di principi astratti e disincarnati, ma l’incontro con la persona stessa di Cristo, che vive nella comunità dei credenti. Così la verità non ci allontana, anzi ci consente di affrontare con miglior vigore le sfide del nostro tempo, come le migrazioni, l’uso etico dell’intelligenza artificiale e la salvaguardia della nostra amata Terra. Sono sfide che richiedono l’impegno e la collaborazione di tutti, poiché nessuno può pensare di affrontarle da solo.
    SHARE.GOOGLE
    Papa Leone XIV incontra il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede - Pace Giustizia Verità - L'Osservatore Romano
    Pace, giustizia e verità: sono «i pilastri dell’azione missionaria della Chiesa e del lavoro della diplomazia della Santa Sede» ricordati da Papa Leone XIV stamani, venerdì 16 maggio, nell’udienza al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ricevuto nella Sala Clementina. Il Pontefice ha anche sottolineato che è tempo di lasciare alle spalle le contese e cominciare un cammino nuovo di speranza a partire dai contesti più provati come l’Ucraina e la Terra Santa - il discorso del Papa
    Like
    1
    0 Comments 0 Shares 5K Views
  • Panoramica del mercato dello smart retail: innovazioni, tendenze e prospettive future

    Il settore della vendita al dettaglio sta attraversando una straordinaria trasformazione guidata dalla tecnologia, che ha dato origine al mercato dello smart retail. Lo smart retail integra tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale (IA), l'Internet delle cose (IoT), l'analisi dei Big Data e l'automazione per migliorare l'esperienza del cliente, ottimizzare le operazioni e aumentare la redditività. I ​​rivenditori di tutto il mondo stanno adottando sempre più queste soluzioni per rimanere competitivi in ​​un panorama in rapida evoluzione.

    Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dello smart retail - https://www.skyquestt.com/report/smart-retail-market

    #SmartRetail #RetailInnovation #AIInRetail #IoT #RetailTechnology #RetailTrends #RetailAutomation #FutureOfRetail #RetailAnalytics #DigitalRetail #SmartStores #RetailInsights
    Panoramica del mercato dello smart retail: innovazioni, tendenze e prospettive future Il settore della vendita al dettaglio sta attraversando una straordinaria trasformazione guidata dalla tecnologia, che ha dato origine al mercato dello smart retail. Lo smart retail integra tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale (IA), l'Internet delle cose (IoT), l'analisi dei Big Data e l'automazione per migliorare l'esperienza del cliente, ottimizzare le operazioni e aumentare la redditività. I ​​rivenditori di tutto il mondo stanno adottando sempre più queste soluzioni per rimanere competitivi in ​​un panorama in rapida evoluzione. Leggi oggi stesso il rapporto sul mercato dello smart retail - https://www.skyquestt.com/report/smart-retail-market #SmartRetail #RetailInnovation #AIInRetail #IoT #RetailTechnology #RetailTrends #RetailAutomation #FutureOfRetail #RetailAnalytics #DigitalRetail #SmartStores #RetailInsights
    WWW.SKYQUESTT.COM
    Smart Retail Market Size, Share| Growth Report [2033]
    Smart Retail Market size of $67.26 billion in 2025 will expand to $548.68 billion by 2033, CAGR 30%.
    0 Comments 0 Shares 5K Views
  • a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia .

    L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare.

    Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti

    dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone).

    Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano.

    Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia.

    https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
    a proposito di guerre in Russia, Mark Knopfler ha una canzone "Down With Bonaparte" youtube.com/watch?v=gXnxvK… ispirata dal libro del soldato tedesco arruolato da Napoleone (1/3 dei disgraziati che morirono in Russia erano tedeschi) L'invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 fu la campagna militare più disastrosa della storia e segnò l'inizio del declino della Francia . L'Armée iniziò la sua marcia verso la Russia nel giugno 1812 con circa 600.000 uomini, per tornare nel dicembre 1812 con solo circa 40.000-50.000 sopravvissuti. Napoleone è uno dei grandi criminali della storia, si calcola che causò circa 55 battaglie in totale, tutte provocate da lui. Causò la morte di 4 o 5 milioni, in Spagna e Russia in particolare. Viene celebrato, ma era uno psicopatico della razza di Genghis Khan, ossessionato solo dalla sua ambizione personale. Nessuna capiva perchè invadesse la Russia. Il proclama che lesse ai 600mila disgraziati era: "Lo Zar ha mancato di rispetto bla bla.,... la scelta è tra il disonore e la guerra!". Ma lui era in carrozza e soggiornava nei castelli mentre i soldati morivano tutti dal "Diario di un soldato di fanteria napoleonico" di Jakob Walter. Walter era un coscritto del Regno del Württemberg (un alleato tedesco di Napoleone). Il diario descrive la continua ricerca di cibo e il saccheggio, malattie dilaganti, infestazioni di pidocchi, notti terribilmente fredde, corpi disseminati sulle strade, i suoni degli uomini che urlano, gemono, strillano, si lamentano, muoiono lentamente di fame, muoiono congelati, con i cosacchi che eliminano i ritardatari e li torturano. Dopo il suo arrivo, Walter soffrì di una grave emorragia nasale che durò una settimana, non fu in grado di camminare per giorni a causa del gonfiore alle gambe causato dalla malnutrizione, dalla disidratazione e dai gravi congelamenti; la sua pelle e il suo viso erano ricoperti da "spesse croste, profonde crepe e squame nere come il carbone che si staccavano". La stragrande maggioranza di questi uomini non morì in battaglia, ma di fame, tifo, dissenteria, scorbuto, sfinimento, congelamento, cancrena. Durante la fase di marcia, da giugno a inizio settembre (prima di ogni battaglia), circa 150.000-200.000 uomini erano andati perduti a causa di malattie, sfinimento e diserzioni (tra i coscritti non francesi). Nell'unico vero scontro con i russi, la battaglia di Borodino (7 settembre 1812), la parte francese perse circa 30.000-35.000 uomini. La ritirata fu un'esperienza orribile. Solo durante l'attraversamento del fiume Beresina (nei tre giorni del novembre 1812), circa 40.000 uomini morirono in agonia. https://youtu.be/gXnxvKCAAms?si=zZMk6B_m8BcVdwpD
    Like
    Angry
    2
    0 Comments 0 Shares 4K Views
  • Un crypto casino è una piattaforma di gioco online che permette agli utenti di giocare utilizzando criptovalute. Offre maggiore privacy, transazioni rapide e un’esperienza moderna rispetto ai casinò tradizionali.https://abc-salt.eu/
    Un crypto casino è una piattaforma di gioco online che permette agli utenti di giocare utilizzando criptovalute. Offre maggiore privacy, transazioni rapide e un’esperienza moderna rispetto ai casinò tradizionali.https://abc-salt.eu/
    0 Comments 0 Shares 1K Views
More Results