• LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei!

    Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna
    di Luisiana Gaita
    La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti.

    Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni.

    Una scelta che costerà più di un grattacapo
    Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”.

    Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO!

    E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

    L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5%
    Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni.

    Chi vince e chi rischia
    Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”.

    Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole”
    Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”.

    L’accusa degli ambientalisti
    Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. E aggiunge: “Questo accordo si inserisce in un contesto già fortemente preoccupante: l’indebolimento e il rinvio del Regolamento europeo per smettere di importare deforestazione (Eudr), l’attacco alla Moratoria sulla soia in Amazzonia e la spinta a un modello di scambio che incentiva la distruzione degli ecosistemi”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/09/accordo-mercosur-meloni-francia-agricoltori-notizie/8250658/
    LA PUGNALATA alla schiena della Meloni agli agricoltori e ai consumatori italiani e europei! Mercosur, Meloni firma e neutralizza il no di Macron. Ma per gli agricoltori non c’è vittoria. Ecco chi ci guadagna di Luisiana Gaita La presidente del Consiglio parla di "garanzie ottenute”. Ma l'intesa e le promesse non convincono chi protesta in piazza con i trattori e neppure gli ambientalisti. Giorgia Meloni lo ha detto: per dare l’ok all’accordo Mercosur “abbiamo messo in equilibrio interessi diversi”. Quelli dell’industria, quelli dell’agricoltura e quelli geopolitici. E quando ci sono troppi interessi in gioco, c’è il rischio che qualcuno perda. Così, mentre gli agricoltori manifestavano per le strade di Milano, con una protesta organizzata da Riscatto agricolo Lombardia e l’intero Coapi, Coordinamento agricoltori e pescatori italiani e i trattori bloccavano il traffico in Spagna, Francia e altre nazioni per dire no all’intesa negoziata per un quarto di secolo, i rappresentanti permanenti degli Stati membri riuniti a Bruxelles nel Coreper davano il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. E avviavano la procedura scritta per l’adozione formale delle decisioni. Una scelta che costerà più di un grattacapo Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria non si sono voluti assumere questa responsabilità e hanno votato contro. Il Belgio si è astenuto, l’Italia ha votato a favore. Stretta tra le richieste di reciprocità degli agricoltori e della sempre vicina Coldiretti, le pressioni di Confindustria, quelle della Commissione europea che vuole aprire a nuovi mercati, sperando di trovare in Sud America anche un salvagente alle strategie commerciali di Donald Trump. Sull’Italia il peso della decisione: con il suo voto è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ossia il sostegno di almeno 15 Stati membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Ue. Con questa decisione, il governo italiano ha neutralizzato la Francia di Macron con cui Giorgia Meloni non ha mai avuto rapporto idilliaci. E d’altronde, è da settimane che i partiti di maggioranza esultano ad ogni concessione della Commissione europea, definendola “una vittoria italiana”. Sarebbe stato un problema dire ‘no’ all’accordo tanto voluto da Ursula von der Leyen dopo aver incassato tante “vittorie” politiche. Solo il tempo dirà a tutti, soprattutto agli agricoltori, se si trattava di vittorie concrete e se i vantaggi dell’accordo superano davvero i rischi. Nel frattempo, però, le organizzazioni agricole e le cooperative agricole europee, rappresentate da Copa e Cogeca “rimangono unanimi e unite nel denunciare un accordo che rimane fondamentalmente sbilanciato e imperfetto nella sua essenza, nonostante le ultime modifiche alle misure di salvaguardia aggiuntive”. Meloni: “Abbiamo detto sì, alla luce delle garanzie per gli agricoltori” - FALSO! E mentre il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz annncia che il Paese presenterà un ricorso alla Corte di giustizia dell’Ue contro l’accordo, la premier italiana Giorgia Meloni non esulta per la maggioranza raggiunta. E si affretta a spiegare le ragioni che, alla fine, l’hanno spinta a dare l’ok. Un via libera che, già si aspetta, le procurerà più di un grattacapo. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica sul Mercosur, ho sempre posto una questione pragmatica che non riguarda solo il Mercosur: la strategia europea di iper-regolamentare al suo interno aprendo, al contempo, ad accordi di libero scambio è suicida. Non potevamo dire sì, a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni” ha detto alla conferenza di fine anno. E ha ricordato come l’Italia abbia aperto una interlocuzione con la Commissione Ue, ottenendo “alcuni risultati per gli agricoltori”. Tra questi, la premier ha ricordato il meccanismo di salvaguardia per i prodotti sensibili, il fondo di compensazione, un rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. E, nell’ambito della trattativa sul bilancio Ue per la Pac, la possibilità di poter utilizzare già dal 2028, altri 45 miliardi di euro che sarebbero rimasti bloccati fino al 2032. “Alla luce di queste garanzie per i nostri agricoltori abbiamo dato l’ok all’accordo” ha ribadito. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida ha ricordato il fondo da 6,3 miliardi di euro “per la mitigazione delle potenziali perturbazioni di mercato, insieme all’azzeramento dei dazi e degli aggravi di costo per i fertilizzanti previste dal regolamento Cbam. L’ultima conferma: indagini dopo l’aumento dei prezzi del 5% Nel corso della riunione degli ambasciatori, la presidenza cipriota dell’Ue ha constatato “l’ampio sostegno” sufficiente a raggiungere la maggioranza qualificata sul pacchetto per la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale ad Interim (iTA) e dell’accordo di partnership (Empa) con il Mercosur. Nella stessa sessione sono state formalmente approvate (con qualche modifica) le salvaguardie negoziate a dicembre da Parlamento e Consiglio Ue, che devono ancora essere adottate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Obiettivo: proteggere il settore agroalimentare europeo da potenziali gravi distorsioni su prodotti come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero. Il nuovo quadro stabilisce soglie specifiche affinché la Commissione europea possa avviare indagini e, nel caso, attivare misure specifiche, qualora si verificasse un forte impatto sui prodotti agricoli sensibili europei. A dicembre, Consiglio e Parlamento europei avevano concordato di fissare tali soglie all’8%, ma queste sono state ridotte al 5%, come sostenuto inizialmente dall’Eurocamera, per soddisfare le richieste di Roma. Quindi Bruxelles ora potrà intervenire ogni volta che le importazioni di prodotti sensibili aumenteranno in media del 5% e i prezzi scenderanno della stessa percentuale in un periodo di tre anni. Chi vince e chi rischia Ma allora chi è che più rischia e chi è che vince con la firma dell’accordo? A guadagnarci sono gli esportatori europei. Nell’Unione europea della manifattura, della meccanica, dell’impiantistica e della componentistica, Bruxelles punta alla rimozione graduale dei dazi su automobili e componenti auto, macchinari, vestiti, tessuti, prodotti chimici. E calcola un risparmio per gli esportatori europei di oltre 4 miliardi di euro all’anno. Da qui le pressioni di Confindustria per la firma dell’accordo. Per quanto riguarda il comparto agricolo i settori che potrebbero beneficiarne sono quello dei vini e dei liquori (con un abbattimento dei dazi fino al 35%) e dell’olio di oliva (con l’eliminazione graduale del 10% di dazio). Il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi considera “strategica la chiusura positiva dell’accordo”. Oggi i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione. Per il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino “il via libera al trattato Ue-Mercosur è un accordo storico, atteso da tempo, e per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo”. Ma l’accordo aprirà la strada europea a prodotti del Mercosur, come la carne di bovino, il pollame e lo zucchero, dietro i quali c’è più di un rischio (Leggi l’approfondimento). Basta pensare che il Brasile, il maggiore esportatore di carne al mondo (con l’Unione europea come secondo mercato dopo la Cina), prevede un aumento delle esportazioni agricole versione l’Ue da oltre 8 miliardi di dollari al 2040. “Dal Mercosur – sostiene Coldiretti – arriveranno 300 milioni di chilogrammi di carne di manzo e di pollo dalle allevamenti dove si usano antibiotici vietati in Europa e 60 milioni di chilogrammi di riso coltivato con l’uso di pesticidi proibiti in Ue, oltre a 180 milioni di chilogrammi di zucchero prodotto anche attraverso lo sfruttamento dei lavoratori”. Gli agricoltori vogliono (ma non ottengono) “le stesse regole” Confagricoltura conferma le sue perplessità sostenendo che l’accordo, nella sua forma attuale “rischia di consolidare un’evidente asimmetria: mentre alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi in termini di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e diritti dei lavoratori, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur”. Anche Cna Agroalimentare ribadisce la contrarietà all’accordo Mercosur senza garanzie sulla concorrenza e sugli standard ambientali e sanitari. E ribatte: “L’intesa, come attualmente configurata, rischia di introdurre elementi di concorrenza sleale, in ragione delle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e sociali tra l’Unione europea e i Paesi aderenti al Mercosur”. Per Cna Agroalimentare è fondamentale introdurre condizioni di reciprocità. Tradotto: i prodotti che entrano nell’Unione Europea devono rispondere alle stesse regole che devono essere rispettate da agricoltori e produttori europei. E torna il discorso degli interessi: “Non è sostenibile l’utilizzo dei prodotti agroalimentari come strumento di compensazione negoziale in accordi che favoriscono altri comparti economici. Gli accordi di libero scambio devono tenere insieme le esigenze degli esportatori e quelle degli importatori a tutela dei consumatori”. Per Coldiretti “il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte.”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale: “Ora la presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur”. L’accusa degli ambientalisti Anche gli ambientalisti protestano e manifestano le loro preoccupazioni. “Le promesse della Commissione europea di minori vincoli e maggiori risorse non affrontano i nodi strutturali dell’accordo, né garantiscono controlli efficaci sulle merci che entrano nel mercato europeo” commenta Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia. 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    Mercosur: Meloni dice sì all'accordo contro il volere di agricoltori e Macron
    L'Italia ha dato il via libera all'accordo commerciale con il Sud America, decisivo per raggiungere la maggioranza qualificata in Ue
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  • Minimalism Meets Authority: The Timeless Men’s Black Coat
    The mens black coat has always been more than just outerwear. Across centuries, it has carried cultural weight, symbolized authority, and evolved into a fashion statement that resonates with men of every generation. Today, it remains a cornerstone of style, blending tradition with contemporary design.

    A Brief History of the Men's Black Coat
    The black coat first rose to prominence in Europe during the 18th and 19th centuries. Aristocrats and professionals favored it for its association with dignity and seriousness. Over time, it became standard attire for statesmen, scholars, and businessmen, cementing its reputation as a garment of respect and authority.
    By the 20th century, the men's black coat had shifted from purely formal wear to a versatile piece embraced by everyday fashion. Military influences introduced structured shoulders and practical cuts, while designers refined silhouettes to suit urban lifestyles. Today, the coat bridges heritage and modernity, appealing to men who value both tradition and trend.
    The Modern Appeal of the Men's Black Coat
    In contemporary fashion, the men's black coat is celebrated for its adaptability. Designers experiment with fabrics, lengths, and cuts, but the essence remains unchanged: sleek, confident, and timeless.
    Streetwear Influence: Shorter black coats pair effortlessly with sneakers and slim jeans, creating a casual yet polished look.
    Business Elegance: Long, tailored coats layered over suits project professionalism and authority.
    Minimalist Fashion: Clean lines and monochrome styling highlight the coat’s understated sophistication.
    Seasonal Versatility: Wool, cashmere, and blended fabrics ensure warmth in winter while maintaining a lightweight feel for transitional months.
    The men's black coat is no longer confined to formal occasions — it’s a daily essential that adapts to diverse lifestyles.
    Styling Tips for the Men's Black Coat
    A man's black coat offers endless styling opportunities:
    Urban Casual: Pair with dark denim, Chelsea boots, and a scarf for a sleek city look.
    Smart Weekend: Combine with chinos and a knit sweater for effortless refinement.
    Formal Ensemble: Layer over a tailored suit to maintain warmth without compromising elegance.
    Travel Ready: Lightweight versions are perfect for flights and cold destinations, ensuring comfort and style.


    https://jefferygreen.store/product/work-jacket/
    Minimalism Meets Authority: The Timeless Men’s Black Coat The mens black coat has always been more than just outerwear. Across centuries, it has carried cultural weight, symbolized authority, and evolved into a fashion statement that resonates with men of every generation. Today, it remains a cornerstone of style, blending tradition with contemporary design. A Brief History of the Men's Black Coat The black coat first rose to prominence in Europe during the 18th and 19th centuries. Aristocrats and professionals favored it for its association with dignity and seriousness. Over time, it became standard attire for statesmen, scholars, and businessmen, cementing its reputation as a garment of respect and authority. By the 20th century, the men's black coat had shifted from purely formal wear to a versatile piece embraced by everyday fashion. Military influences introduced structured shoulders and practical cuts, while designers refined silhouettes to suit urban lifestyles. Today, the coat bridges heritage and modernity, appealing to men who value both tradition and trend. The Modern Appeal of the Men's Black Coat In contemporary fashion, the men's black coat is celebrated for its adaptability. Designers experiment with fabrics, lengths, and cuts, but the essence remains unchanged: sleek, confident, and timeless. Streetwear Influence: Shorter black coats pair effortlessly with sneakers and slim jeans, creating a casual yet polished look. Business Elegance: Long, tailored coats layered over suits project professionalism and authority. Minimalist Fashion: Clean lines and monochrome styling highlight the coat’s understated sophistication. Seasonal Versatility: Wool, cashmere, and blended fabrics ensure warmth in winter while maintaining a lightweight feel for transitional months. The men's black coat is no longer confined to formal occasions — it’s a daily essential that adapts to diverse lifestyles. Styling Tips for the Men's Black Coat A man's black coat offers endless styling opportunities: Urban Casual: Pair with dark denim, Chelsea boots, and a scarf for a sleek city look. Smart Weekend: Combine with chinos and a knit sweater for effortless refinement. Formal Ensemble: Layer over a tailored suit to maintain warmth without compromising elegance. Travel Ready: Lightweight versions are perfect for flights and cold destinations, ensuring comfort and style. https://jefferygreen.store/product/work-jacket/
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  • From Compliance Burden to Business Advantage: The EPR Shift
    Green permits
    Extended Producer Responsibility (EPR) has transformed from being viewed as a regulatory burden to a powerful business advantage for companies operating in India’s recycling and waste management ecosystem. What was once seen as a compliance obligation is now enabling structured growth, predictable demand, and long-term sustainability.

    How EPR Is Reshaping the Waste Management Ecosystem
    EPR regulations require producers, importers, and brand owners to take responsibility for the recycling of post-consumer waste. This has created a transparent and organized market for authorized recyclers and processors, driving higher compliance standards and improved traceability across the value chain.

    Business Benefits of Embracing EPR Compliance
    Companies that proactively adopt EPR compliance gain access to long-term contracts, improved brand credibility, and stable revenue through recycling certificates. EPR also attracts investor confidence by bringing structure and predictability to waste management operations.

    Role of Expert EPR Compliance Support
    Despite its advantages, EPR compliance involves complex registrations, reporting, and documentation. Professional support ensures accurate filings, avoids penalties, and helps businesses fully leverage EPR as a growth enabler.

    Green Permits Consulting LLC provides end-to-end EPR compliance support, including registration, reporting, and regulatory advisory across India.

    For a detailed perspective on how EPR is shifting from compliance burden to business advantage, visit:

    https://www.greenpermits.in/from-compliance-burden-to-business-advantage-the-epr-shift/

    Website: https://www.greenpermits.in/

    Call: +91 78350 06182

    Email: wecare@greenpermits.in

    Book a Consultation with Green Permits and turn EPR compliance into a strategic business advantag
    From Compliance Burden to Business Advantage: The EPR Shift Green permits Extended Producer Responsibility (EPR) has transformed from being viewed as a regulatory burden to a powerful business advantage for companies operating in India’s recycling and waste management ecosystem. What was once seen as a compliance obligation is now enabling structured growth, predictable demand, and long-term sustainability. How EPR Is Reshaping the Waste Management Ecosystem EPR regulations require producers, importers, and brand owners to take responsibility for the recycling of post-consumer waste. This has created a transparent and organized market for authorized recyclers and processors, driving higher compliance standards and improved traceability across the value chain. Business Benefits of Embracing EPR Compliance Companies that proactively adopt EPR compliance gain access to long-term contracts, improved brand credibility, and stable revenue through recycling certificates. EPR also attracts investor confidence by bringing structure and predictability to waste management operations. Role of Expert EPR Compliance Support Despite its advantages, EPR compliance involves complex registrations, reporting, and documentation. Professional support ensures accurate filings, avoids penalties, and helps businesses fully leverage EPR as a growth enabler. Green Permits Consulting LLC provides end-to-end EPR compliance support, including registration, reporting, and regulatory advisory across India. For a detailed perspective on how EPR is shifting from compliance burden to business advantage, visit: 👉 https://www.greenpermits.in/from-compliance-burden-to-business-advantage-the-epr-shift/ 🌐 Website: https://www.greenpermits.in/ 📞 Call: +91 78350 06182 📧 Email: wecare@greenpermits.in Book a Consultation with Green Permits and turn EPR compliance into a strategic business advantag
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    From Compliance Burden to Business Advantage: The EPR Shift - Green Permits
    Discover how EPR compliance in India is transforming from a regulatory challenge into a strategic business advantage for manufacturers and importers.
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  • How Environmental Compliance Impacts Recycling Business Profitability
    Environmental compliance has moved beyond being just a legal requirement—it is now a key driver of profitability and long-term …

    Compliance, EPR & Revenue Growth
    Recycling businesses that follow pollution control norms and meet Extended Producer Responsibility (EPR) obligations gain access to long-term contracts with brands and producers. Compliance allows recyclers to issue valid recycling certificates, secure predictable cash flows, and improve overall project bankability. In contrast, non-compliance often results in penalties, business disruption, and revenue loss.

    Operational Efficiency & Risk Reduction
    Proper environmental compliance improves operational efficiency by reducing approval delays, preventing plant shutdowns, and minimizing regulatory risks. Timely renewals, accurate reporting, and structured documentation help recycling units run smoothly and avoid unexpected financial setbacks.

    Role of Expert Compliance Support
    Managing regulatory requirements without expert support can be time-consuming and error-prone. Professional compliance assistance ensures correct approvals, smooth EPR reporting, and ongoing regulatory adherence—directly impacting profitability and business stability.

    Green Permits Consulting LLC supports recycling businesses across India with end-to-end environmental compliance, EPR registration, and regulatory advisory.

    For a detailed explanation of how environmental compliance affects recycling business profitability, visit:

    https://www.greenpermits.in/how-environmental-compliance-impacts-recycling-business-profitability/

    Website: https://www.greenpermits.in/

    Call: +91 78350 06182

    Email: wecare@greenpermits.in

    Book a Consultation with Green Permits and build a compliant, profitable, and future-ready recycling business.
    How Environmental Compliance Impacts Recycling Business Profitability Environmental compliance has moved beyond being just a legal requirement—it is now a key driver of profitability and long-term … Compliance, EPR & Revenue Growth Recycling businesses that follow pollution control norms and meet Extended Producer Responsibility (EPR) obligations gain access to long-term contracts with brands and producers. Compliance allows recyclers to issue valid recycling certificates, secure predictable cash flows, and improve overall project bankability. In contrast, non-compliance often results in penalties, business disruption, and revenue loss. Operational Efficiency & Risk Reduction Proper environmental compliance improves operational efficiency by reducing approval delays, preventing plant shutdowns, and minimizing regulatory risks. Timely renewals, accurate reporting, and structured documentation help recycling units run smoothly and avoid unexpected financial setbacks. Role of Expert Compliance Support Managing regulatory requirements without expert support can be time-consuming and error-prone. Professional compliance assistance ensures correct approvals, smooth EPR reporting, and ongoing regulatory adherence—directly impacting profitability and business stability. Green Permits Consulting LLC supports recycling businesses across India with end-to-end environmental compliance, EPR registration, and regulatory advisory. For a detailed explanation of how environmental compliance affects recycling business profitability, visit: 👉 https://www.greenpermits.in/how-environmental-compliance-impacts-recycling-business-profitability/ 🌐 Website: https://www.greenpermits.in/ 📞 Call: +91 78350 06182 📧 Email: wecare@greenpermits.in Book a Consultation with Green Permits and build a compliant, profitable, and future-ready recycling business.
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    How Environmental Compliance Impacts Recycling Business Profitability - Green Permits
    Environmental compliance directly impacts recycling business profits, stability, and growth. Learn how CPCB and EPR compliance improve margins.
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  • https://happenventures.com/
    Happen Ventures helps businesses manage waste responsibly, offering reliable trash collection, disposal, and recycling solutions for a cleaner, greener operation.
    https://happenventures.com/ Happen Ventures helps businesses manage waste responsibly, offering reliable trash collection, disposal, and recycling solutions for a cleaner, greener operation.
    HAPPENVENTURES.COM
    Recycling Services for Businesses | Happen Ventures
    Sustainable recycling solutions for enterprises across USA. Innovative recycling management helping companies recycle responsibly.
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  • Global Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether (PPE) Market to Reach USD 228.9 Million by 2032

    Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether serves as a critical component in formulation chemistry, particularly where precise control over hydrophile-lipophile balance (HLB) is required. Recent developments in green chemistry and bio-based production methods are creating new opportunities for sustainable PPE variants, aligning with global environmental regulations and corporate sustainability goals.

    Download FREE Sample Report: https://www.24chemicalresearch.com/download-sample/273770/global-polyoxyethylene-polyoxypropylene-pentaerythritol-ether-market-2024-942
    Global Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether (PPE) Market to Reach USD 228.9 Million by 2032 Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether serves as a critical component in formulation chemistry, particularly where precise control over hydrophile-lipophile balance (HLB) is required. Recent developments in green chemistry and bio-based production methods are creating new opportunities for sustainable PPE variants, aligning with global environmental regulations and corporate sustainability goals. Download FREE Sample Report: https://www.24chemicalresearch.com/download-sample/273770/global-polyoxyethylene-polyoxypropylene-pentaerythritol-ether-market-2024-942
    Sample Report: Global Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether (PPE) Market Research Report 2026(Status and Outlook)
    Download Sample Report PDF : Global Polyoxyethylene Polyoxypropylene Pentaerythritol Ether market was valued at USD 145.7 million in 2024 and is projected to reach USD 228.9 million by 2032, at a CAGR of 5.2%.
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