Trump non vuole davvero la Groenlandia.
O meglio: non vuole il ghiaccio, vuole quello che c’è sotto.
Da oltre un anno l’ossessione dell’amministrazione USA per quell’enorme distesa bianca viene raccontata come una questione di “sicurezza artica”. Peccato che l’Artico non sia sotto assedio, che Russia e Cina non stazionino lì e che gli Stati Uniti abbiano già tutte le autorizzazioni operative di cui hanno bisogno.
Allora perché tanta insistenza?
La risposta è sempre la stessa, e vibra a bassissima frequenza: HAARP.
La Groenlandia è il luogo perfetto per ospitare array elettromagnetici di nuova generazione. Ghiaccio come dielettrico naturale, dispersione minima, risonanza massima. E soprattutto: linee geomagnetiche ideali per “iniettare” energia direttamente nella ionosfera.
C’è però un dettaglio che rovina la festa: una fastidiosa normativa danese che tassa il numero di antenne installate. Più antenne, più paghi. E quando parliamo di migliaia di antenne… il conto diventa indigesto.
Ecco perché l’annessione non è un capriccio geopolitico, ma una scorciatoia fiscale.
Azzeri la tassa, riscrivi le regole, accendi il cielo.
Chi pensa che l’HAARP sia solo un impianto in Alaska, intanto, continua a credere alle favole. Le reti sono già ovunque. Anche dove sembrano trasmettere solo rosari.
Il ghiaccio è solo la copertura.
Il controllo, come sempre, è invisibile.
Per l’analisi completa e tutti i collegamenti che non leggerai altrove, fai un salto su La Chiave Orgonica.
Trump non vuole davvero la Groenlandia.
O meglio: non vuole il ghiaccio, vuole quello che c’è sotto.
Da oltre un anno l’ossessione dell’amministrazione USA per quell’enorme distesa bianca viene raccontata come una questione di “sicurezza artica”. Peccato che l’Artico non sia sotto assedio, che Russia e Cina non stazionino lì e che gli Stati Uniti abbiano già tutte le autorizzazioni operative di cui hanno bisogno.
Allora perché tanta insistenza?
La risposta è sempre la stessa, e vibra a bassissima frequenza: HAARP.
La Groenlandia è il luogo perfetto per ospitare array elettromagnetici di nuova generazione. Ghiaccio come dielettrico naturale, dispersione minima, risonanza massima. E soprattutto: linee geomagnetiche ideali per “iniettare” energia direttamente nella ionosfera.
C’è però un dettaglio che rovina la festa: una fastidiosa normativa danese che tassa il numero di antenne installate. Più antenne, più paghi. E quando parliamo di migliaia di antenne… il conto diventa indigesto.
Ecco perché l’annessione non è un capriccio geopolitico, ma una scorciatoia fiscale.
Azzeri la tassa, riscrivi le regole, accendi il cielo.
Chi pensa che l’HAARP sia solo un impianto in Alaska, intanto, continua a credere alle favole. Le reti sono già ovunque. Anche dove sembrano trasmettere solo rosari.
Il ghiaccio è solo la copertura.
Il controllo, come sempre, è invisibile.
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