• LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA
    (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un *****)

    Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone.
    Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze.
    Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo.
    Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo.
    Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza.

    Una strategia intelligente per creare l’immunità

    Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali.
    L’idea è semplice:
    Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario.
    Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire.
    Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda.

    Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina.
    Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo.
    Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine.
    Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata.
    Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo.
    Ed è qui che nasce la vera differenza.
    Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus.
    Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse.
    VACCINI TRADIZIONALI:
    Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus).
    Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì.
    VACCINI mRNA:
    Non viene introdotta la proteina.
    Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike.
    In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione.
    Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso.
    La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra”
    Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi.
    In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra.
    La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus.
    Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio.
    Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro.
    È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce.
    Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato.
    Per questo la proteina Spike può:
    - avere un’attività pro-infiammatoria
    - interagire con il sistema immunitario
    - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione
    Il punto centrale:
    L’obiettivo immunitario è stato centrato.
    Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo.
    Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione.
    Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo
    Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente.
    Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile.
    La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa.
    Immunità non significa fine del processo biologico
    Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico.
    Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale.
    Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio.
    Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi

    1) Stress biologico persistente
    È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato.

    2) Danno innescato, poi autonomo
    In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante.

    3) Produzione persistente di Spike
    È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente.
    No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato

    Conclusione:
    La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo.
    Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo.
    E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!!
    CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    LA PROTEINA SPIKE e vaccini mRNA (questo serve al PROVAX che non ha ancora capito un cazzo) Negli ultimi anni si è parlato molto di vaccini mRNA. Ma a livello di divulgazione pubblica si è mostrata solo una fessura della porta, quella più semplificata, più rassicurante, più “comfort” per le persone. Osservando però la questione da una prospettiva biologica più profonda, il quadro diventa più complesso, meno lineare e più difficile da accettare. Non perché sia sbagliato, ma perché la biologia raramente è pulita, definitiva o priva di conseguenze. Ciò che è mancato è un discorso biologico capace di tenere insieme due aspetti fondamentali: l’intelligenza della strategia scientifica e le conseguenze biologiche reali che possono manifestarsi e persistere nel tempo. Nella comunicazione pubblica si è parlato quasi esclusivamente del primo punto, cioè della buona strategia per indurre una risposta immunitaria contro il virus SARS-CoV-2. Molto meno, invece, si è parlato in modo chiaro e accessibile di ciò che può accadere dopo, nel tempo, all’interno dell’organismo. Questo testo è un’analisi biologica, basata su conoscenze scientifiche consolidate e su osservazioni cliniche e sperimentali tuttora in corso, con l’obiettivo di fornire consapevolezza. Una strategia intelligente per creare l’immunità Dal punto di vista concettuale, i vaccini mRNA rappresentano una strategia per creare immunità, attraverso una nuova tecnologia che segue processi biologici differenti rispetto ai vaccini tradizionali. L’idea è semplice: Non esporre l’organismo al virus intero, ma a una sua componente chiave (la proteina Spike), in un momento controllato, con una stimolazione mirata del sistema immunitario. Un’immagine utile è questa: affrontare il virus naturale è come trovarsi davanti a un esercito numeroso e imprevedibile, che può arrivare in qualsiasi momento, anche quando l’organismo è già sotto stress o non nelle condizioni ideali per reagire. Il vaccino mRNA, invece, è come affrontare pochi soldati selezionati in un contesto controllato secondo la narrativa diffusa dalla propaganda. Esiste però una differenza sostanziale, proprio per le caratteristiche di questa tecnologia: mentre il virus arriva dall’esterno, con il vaccino mRNA lo stimolo biologico nasce dall’interno, perché sono le cellule dell’organismo a produrre la proteina. Questo approccio riduce in modo significativo lo stress biologico iniziale necessario per indurre l’immunità. Il razionale è corretto ed è importante dirlo chiaramente: la scienza, in questa fase, non ha agito in modo ingenuo. Dove iniziano i limiti: non dell’immunità, ma della tecnologia mai davvero sviluppata fino alla fine. Le industrie farmaceutiche con la paura della morte fanno accettare una rapida introduzione di una pratica non davvero testata. Il punto critico non riguarda lo scopo immunitario, che è lo stesso, ma la tecnologia utilizzata per raggiungerlo. Ed è qui che nasce la vera differenza. Sia i vaccini tradizionali sia i vaccini mRNA hanno lo stesso obiettivo finale: insegnare al sistema immunitario a riconoscere una parte del virus. Ma lo fanno attraverso processi biologici completamente diversi, perché si basano su tecnologie diverse. VACCINI TRADIZIONALI: Viene introdotta dall’esterno una proteina (o una parte inattivata del virus). Il sistema immunitario la riconosce, reagisce, sviluppa memoria immunitaria e il processo biologico si conclude lì. VACCINI mRNA: Non viene introdotta la proteina. Viene introdotta l’informazione genetica che istruisce alcune cellule a produrre internamente la proteina Spike. In questo caso, quindi, il corpo non riceve solo il bersaglio, ma partecipa attivamente alla sua produzione. Il bersaglio immunologico è lo stesso, ma il percorso biologico è profondamente diverso. La proteina Spike: perché non è biologicamente “neutra” Dire che una molecola è biologicamente neutra significa che, una volta presente nel corpo, non ha interazioni rilevanti e non provoca effetti biologici potenzialmente dannosi. In questo caso, però, la proteina Spike non è una molecola biologicamente neutra. La proteina Spike prodotta dalle cellule in risposta alla tecnologia mRNA è strutturalmente molto simile alla proteina Spike del virus. Questa somiglianza è voluta, perché serve al sistema immunitario per riconoscere il bersaglio. Ma proprio per questo motivo non è una proteina “innocua”: una struttura simile comporta anche una potenzialità biologica simile, inclusa la capacità di interagire con i sistemi del corpo in modo non neutro. È importante capirlo in modo semplice: una molecola biologica agisce in base alla sua struttura, non in base a chi la produce. Il fatto che una proteina venga prodotta dal nostro corpo non la rende automaticamente un alleato. Per questo la proteina Spike può: - avere un’attività pro-infiammatoria - interagire con il sistema immunitario - influenzare meccanismi vascolari ed endoteliali, inclusa la coagulazione Il punto centrale: L’obiettivo immunitario è stato centrato. Il limite della tecnologia non è la risposta immunitaria in sé, ma ciò che accade dopo. Nel momento in cui si induce il corpo a produrre una proteina biologicamente attiva, il controllo sul processo non riguarda più solo il bersaglio, ma anche le modalità e gli effetti della sua produzione. Lo stress biologico aumenta con la costanza nel tempo Questo non implica automaticamente un danno, ma in una condizione in cui persiste uno stress biologico l’organismo tende progressivamente a diventare più vulnerabile, più fragile e meno resiliente. Un esempio semplice aiuta a comprenderlo: una persona accumula quotidianamente stress e affaticamento, ma il riposo notturno permette normalmente di compensarlo. Se però il sonno viene ridotto o compromesso, il giorno successivo si parte già da una condizione di stress più elevata e lo stress accumulato viene percepito come più pesante e meno recuperabile. La produzione di Spike indotta dall’mRNA è limitata e transitoria nella maggioranza dei casi, ma avviene in un organismo composto da miliardi di cellule e in un sistema estremamente sensibile agli equilibri biologici. In assenza di una piena compensazione biologica, lo stress tende quindi ad assumere una dinamica cumulativa e anche molto pericolosa. Immunità non significa fine del processo biologico Un altro punto chiave: l’acquisizione dell’immunità non coincide necessariamente con la cessazione immediata di ogni stimolo biologico. Per un certo periodo, l’organismo può continuare a gestire una produzione interna di Spike, mantenendo una parte del sistema biologico in uno stato di attivazione funzionale. Da questa condizione possono derivare diversi percorsi biologici, oggi oggetto di studio. Tre possibili strade osservate che possono portare a effetti avversi 1) Stress biologico persistente È la condizione più frequentemente osservata. Non si riscontrano danni strutturali evidenti, ma un’attivazione cronica a bassa intensità e, alla base, un consumo continuo di risorse biologiche. Questo consumo può manifestarsi in modo concreto in molte persone che riferiscono, ad esempio: “da quando ho fatto il vaccino mi sento più stanco”, “faccio più fatica a recuperare le energie”, “la mia performance fisica o cognitiva non è più quella di prima”. Si tratta di segnalazioni compatibili con una ridotta capacità di compensazione biologica, che si traduce in stanchezza persistente, minore efficienza e ridotta capacità di recupero. Non è necessariamente una patologia conclamata, ma uno stato di stress biologico prolungato. 2) Danno innescato, poi autonomo In alcuni casi, la proteina Spike può agire come evento scatenante. Anche dopo la cessazione della produzione, il danno iniziale può persistere, diventare cronico o innescare effetti a cascata, come accade in una struttura che perde un elemento portante. 3) Produzione persistente di Spike È la condizione più rara ma anche la più complessa. In alcune persone, la presenza o l’espressione dell’antigene può protrarsi più a lungo del previsto, con accumulo progressivo di stress biologico, aumento della fragilità e maggiore probabilità che emerga una vulnerabilità latente. No, non si ferma alla spalla per capirci e non dura qualche giorno. Molte ricerche ormai dimostrano che la spike continua ad essere prodotta ed è diffusa ovunque nel corpo del vaccinato Conclusione: La strategia mRNA ha avuto un razionale valido, ma non è biologicamente irrilevante. Comprenderne i limiti non significa negare la scienza, ma applicarla in modo completo e maturo. Non si potevano saltare le fasi del suo sviluppo. E’ stato un gesto CRIMINALE diffondere queste terapie a tutti sapendo che il Sars Cov 2, poteva essere curato, COME AVVIENE OGGI SENZA NESSUNO SCANDALO con farmaci che abbiamo nella cassettiera di qualunque farmacia!!! CARI PROVAX la consapevolezza permette di riconoscere ciò che può essere ancora in corso, ridurre lo stress biologico dove possibile e supportare l’organismo. Ignorare questi aspetti non li elimina; comprenderli, invece, offre margine di gestione.
    Angry
    1
    0 Комментарии 0 Поделились 287 Просмотры
  • Intelligent Test Automation
    Accelerate software quality with intelligent test automation powered by AI and smart frameworks. Our approach reduces manual effort, improves test coverage, and detects defects early—ensuring faster releases without compromising reliability. From functional and regression testing to performance and CI/CD integration, we help teams deliver stable, high-quality applications at speed.
    Visit: https://webo.ai/

    #IntelligentTestAutomation #TestAutomation #AutomationTesting #QualityEngineering #SoftwareTesting #AITesting #ContinuousTesting #DevOps #AgileTesting #CI_CD #DigitalTransformation
    Intelligent Test Automation Accelerate software quality with intelligent test automation powered by AI and smart frameworks. Our approach reduces manual effort, improves test coverage, and detects defects early—ensuring faster releases without compromising reliability. From functional and regression testing to performance and CI/CD integration, we help teams deliver stable, high-quality applications at speed. Visit: https://webo.ai/ #IntelligentTestAutomation #TestAutomation #AutomationTesting #QualityEngineering #SoftwareTesting #AITesting #ContinuousTesting #DevOps #AgileTesting #CI_CD #DigitalTransformation
    WEBO.AI
    Test Automation Platform Powered by AI | Webo.AI
    Reduce test time by 80% with Webo.Ai, the most powerful AI-powered test automation platform.
    0 Комментарии 0 Поделились 24 Просмотры
  • The eyewear manufacturing industry has long been slow to change, but rising competition from agile small manufacturers is reshaping the market. VARAi helps manufacturers and designers speed up approvals, improve accuracy, and create trend-driven designs without physical prototypes. Discover how VARAi can transform your production process.
    Read More Here-: https://shorturl.at/CbLuz
    The eyewear manufacturing industry has long been slow to change, but rising competition from agile small manufacturers is reshaping the market. VARAi helps manufacturers and designers speed up approvals, improve accuracy, and create trend-driven designs without physical prototypes. Discover how VARAi can transform your production process. Read More Here-: https://shorturl.at/CbLuz
    0 Комментарии 0 Поделились 182 Просмотры
  • As a full-service mobile app development company in Dubai, we specialise in building scalable, secure, and high-performance mobile applications for startups, SMEs, and enterprises. Using modern technologies and agile development methods, we create apps that are future-ready, easy to scale, and aligned with your business objectives.

    Visit here - https://www.apptunix.com/mobile-app-development-dubai/
    As a full-service mobile app development company in Dubai, we specialise in building scalable, secure, and high-performance mobile applications for startups, SMEs, and enterprises. Using modern technologies and agile development methods, we create apps that are future-ready, easy to scale, and aligned with your business objectives. Visit here - https://www.apptunix.com/mobile-app-development-dubai/
    WWW.APPTUNIX.COM
    Custom Mobile App Development Company Dubai UAE
    Apptunix is a top custom mobile app development company in Dubai, UAE with best custom app developers for iOS and Android app development services Dubai
    0 Комментарии 0 Поделились 317 Просмотры
  • Future-Ready with Cloud-Native Development & Migration Services

    Cloud native development helps businesses stay agile, scalable, and cost-efficient in a rapidly evolving digital landscape. Choosing the best cloud migration services ensures a smooth transition from legacy systems, faster innovation, and long-term growth in the cloud-driven future.

    https://msmcoretech.com/blogs/cloud-native-development-migration-services
    Future-Ready with Cloud-Native Development & Migration Services Cloud native development helps businesses stay agile, scalable, and cost-efficient in a rapidly evolving digital landscape. Choosing the best cloud migration services ensures a smooth transition from legacy systems, faster innovation, and long-term growth in the cloud-driven future. https://msmcoretech.com/blogs/cloud-native-development-migration-services
    0 Комментарии 0 Поделились 274 Просмотры
  • Learn how the Hero Xtreme 160R 2025 strikes the perfect balance between sporty performance and everyday practicality with its efficient fuel economy and feature-rich package. From its agile handling and responsive 163.2 cc engine to its real-world mileage and rider-friendly design, discover what makes the Xtreme 160R a favourite in India’s 160 cc segment.

    Know More At:- https://www.heromotocorp.com/en-in/blogs/hero-xtreme-160r-2025-mileage-top-features-real-fuel-efficiency-of-india-s-favourite-160cc-bike.html
    Learn how the Hero Xtreme 160R 2025 strikes the perfect balance between sporty performance and everyday practicality with its efficient fuel economy and feature-rich package. From its agile handling and responsive 163.2 cc engine to its real-world mileage and rider-friendly design, discover what makes the Xtreme 160R a favourite in India’s 160 cc segment. Know More At:- https://www.heromotocorp.com/en-in/blogs/hero-xtreme-160r-2025-mileage-top-features-real-fuel-efficiency-of-india-s-favourite-160cc-bike.html
    0 Комментарии 0 Поделились 214 Просмотры
  • Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!!
    Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso
    Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro.

    Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione.

    Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie.

    “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”.

    Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri?

    Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve.

    E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni.

    Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”.

    Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”.

    Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”.


    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
    Spero vadano tutti in Galera. Ma finirà purtroppo a vin santo e tarallucci!!! Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro. Si è dimesso Guido Scorza, il componente del collegio del Garante della Privacy indagato insieme agli altri tre membri del collegio con l’accusa di peculato e corruzione. Scorza avrebbe comunicato al Presidente, ai colleghi e al segretario generale Luigi Montuori la sua decisione. Scorza era stato nominato nel 2020 su indicazione dei Cinque Stelle, fu l’unico membro del Collegio a non votare la famosa multa a Report da 150mila euro, da cui è partita la slavina delle inchieste giornalistiche condotte da Report e dal Fatto. E tuttavia è stato travolto lo stesso per la sospetta contiguità tra il suo ruolo di Garante e lo studio legale E-Lex che lui stesso aveva fondato, per via di pratiche e istruttorie per reclami di clienti dello studio presso il quale lavora ancora la moglie. “Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”. Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione e il segretario Montuori dovranno notificare ai presidenti di Camera e Senato per avviare le dimissioni di Scorza e per avviare l’iter per la nomina di un quarto membro da integrare al suo posto. E dunque, cosa faranno gli altri? Da quanto apprende il Fatto, Scorza prima dell’annuncio e delle comunicazioni ufficiali aveva avvertito telefonicamente tutti i colleghi della sua decisione, ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve. E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni. Nel suo discorso di dimissioni, Scorza descrive la scelta di fare un passo indietro come “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzione”, pur ammettendo senza remore che si tratta di una delle decisioni “più sofferte della mia vita”. La motivazione principale “è la necessità di preservare la credibilità dell’Ente”. Scorza afferma che il Paese ha bisogno di un Garante che possieda “autorevolezza non solo effettiva ma anche percepita” e che, senza questa “fiducia percepita”, diventa impossibile promuovere e proteggere un diritto fragile come la privacy,,,. Dichiara esplicitamente: “L’istituzione… viene prima di me e dei miei interessi”. Scorza ci tiene a precisare che lascia l’incarico nell’assoluta certezza di non avere… nessuna responsabilità in relazione alle contestazioni che mi vengono mosse”. Una scelta etica: “Rimanere al suo posto sarebbe stata la scelta egoisticamente migliore, più comoda e forse più saggia, ma incompatibile con la sua storia, i suoi valori e il suo senso dello Stato, che impone di dimostrare il rispetto per le istituzioni con i fatti e non solo a parole”. Attribuisce il momento difficile dell’Autorità non a errori interni, ma a “fattori estranei” e a “patologie e derive di un sistema”. Pur definendo le inchieste giornalistiche e giudiziarie “giuste, utili, democraticamente preziose”, lamenta il fatto che in questo sistema “esse possano compromettere il funzionamento di un’autorità indipendente prima ancora che venga accertata una responsabilità”. La colpa di ciò, secondo Scorza, ricade su un “circuito mediatico sensazionalistico, sugli algoritmi social e su una “politica con la P minuscola” a caccia di visibilità”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/17/scorza-dimissioni-garante-privacy-inchiesta-news/8260024/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    Scorza si dimette dal Garante Privacy e invita gli altri membri a fare lo stesso
    Il componente del Garante indagato per peculato lascia l'incarico, era l'unico che non votò la multa a Report da 150mila euro
    Like
    2
    0 Комментарии 0 Поделились 1Кб Просмотры
  • «Il paradosso della logistica italiana: Amazon sfrutta ciò che il mercato non ha mai costruito»
    Il caso Amazon arriva al Consiglio di Stato, ma secondo Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, la multa da 1,1 miliardi non risolve il vero problema: un mercato logistico italiano fragile e sotto-capitalizzato, incapace di garantire qualità...
    https://www.uominietrasporti.it/home/il-paradosso-della-logistica-italiana-amazon-sfrutta-cio-che-il-mercato-non-ha-mai-costruito/
    «Il paradosso della logistica italiana: Amazon sfrutta ciò che il mercato non ha mai costruito» Il caso Amazon arriva al Consiglio di Stato, ma secondo Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, la multa da 1,1 miliardi non risolve il vero problema: un mercato logistico italiano fragile e sotto-capitalizzato, incapace di garantire qualità... https://www.uominietrasporti.it/home/il-paradosso-della-logistica-italiana-amazon-sfrutta-cio-che-il-mercato-non-ha-mai-costruito/
    WWW.UOMINIETRASPORTI.IT
    «Il paradosso della logistica italiana: Amazon sfrutta ciò che il mercato non ha mai costruito»
    Il caso Amazon arriva al Consiglio di Stato, ma secondo Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council, la multa da 1,1 miliardi non risolve il vero problema: un mercato logistico italiano fragile e sotto-capitalizzato, incapace di garantire qualità, trasparenza e sostenibilità. Amazon non ha falsato la concorrenza: ha integrato ciò che gli stakeholder hanno lasciato vuoto. Fino a quando il sistema rimarrà disorganizzato, multe e procedure non cambieranno il futuro della logistica nel Paese
    0 Комментарии 0 Поделились 253 Просмотры
  • In today’s digital landscape, applications have evolved from static tools into dynamic platforms that must scale, adapt, and respond instantly to user demands. This evolution has reshaped how businesses approach development, making speed, resilience, and flexibility essential. As a result, MEAN and MERN Stack Development Services have emerged as a strategic choice for organizations seeking future-ready solutions.
    At the core of the MEAN and MERN stacks is a unified JavaScript ecosystem. Using a single language across the database, server, and frontend simplifies collaboration and minimizes context switching. This cohesion allows development teams to work efficiently, while an experienced MEAN and MERN Stack Developer can seamlessly bridge frontend and backend logic, delivering applications that feel cohesive rather than fragmented.
    Rapid development is another key advantage. Reusable components and mature frameworks shorten release cycles and support continuous iteration without sacrificing stability. This makes Full Stack Development more predictable and well-aligned with agile business models.
    Scalability is equally critical. Node.js enables non-blocking, event-driven performance that handles growth gracefully. As user demand increases, applications built on the MEAN and MERN stacks scale horizontally without constant rewrites.
    Performance and user experience go hand in hand. Responsive interfaces powered by React or Angular, combined with efficient backend processing, create fluid, real-time interactions that build trust and retention.
    Security and maintainability complete the picture. Modular design reduces technical debt, while secure APIs and consistent data handling ensure reliability. When delivered by an experienced MEAN and MERN Stack Development Company like Justtry Technologies, applications are built not just to function but to endure.
    Visit: https://justtrytech.com/mean-and-mern-full-stack-development/
    WhatsApp: https://wa.me/919500139200
    Email ID: sales@justtrytech.com
    In today’s digital landscape, applications have evolved from static tools into dynamic platforms that must scale, adapt, and respond instantly to user demands. This evolution has reshaped how businesses approach development, making speed, resilience, and flexibility essential. As a result, MEAN and MERN Stack Development Services have emerged as a strategic choice for organizations seeking future-ready solutions. At the core of the MEAN and MERN stacks is a unified JavaScript ecosystem. Using a single language across the database, server, and frontend simplifies collaboration and minimizes context switching. This cohesion allows development teams to work efficiently, while an experienced MEAN and MERN Stack Developer can seamlessly bridge frontend and backend logic, delivering applications that feel cohesive rather than fragmented. Rapid development is another key advantage. Reusable components and mature frameworks shorten release cycles and support continuous iteration without sacrificing stability. This makes Full Stack Development more predictable and well-aligned with agile business models. Scalability is equally critical. Node.js enables non-blocking, event-driven performance that handles growth gracefully. As user demand increases, applications built on the MEAN and MERN stacks scale horizontally without constant rewrites. Performance and user experience go hand in hand. Responsive interfaces powered by React or Angular, combined with efficient backend processing, create fluid, real-time interactions that build trust and retention. Security and maintainability complete the picture. Modular design reduces technical debt, while secure APIs and consistent data handling ensure reliability. When delivered by an experienced MEAN and MERN Stack Development Company like Justtry Technologies, applications are built not just to function but to endure. Visit: https://justtrytech.com/mean-and-mern-full-stack-development/ WhatsApp: https://wa.me/919500139200 Email ID: sales@justtrytech.com
    0 Комментарии 0 Поделились 874 Просмотры
  • Chartered Professional Membership

    Join AGILE-HRP® Chartered HR Membership in the USA. Unlock certifications, resources, and networks tailored for professionals advancing in human resource leadership.

    About Us:
    CHRP, CHRM, and CHRE are leading HR management certifications. Keep them at the forefront of your career growth. Visit www.agilehrp.org for top courses.

    Click Here For More Info: https://agilehrp.org/chartered-professional-membership/

    https://www.linkedin.com/in/global-institute-for-leadership-human-resources-and-project-excellence-706353397/
    Chartered Professional Membership Join AGILE-HRP® Chartered HR Membership in the USA. Unlock certifications, resources, and networks tailored for professionals advancing in human resource leadership. About Us: CHRP, CHRM, and CHRE are leading HR management certifications. Keep them at the forefront of your career growth. Visit www.agilehrp.org for top courses. Click Here For More Info: https://agilehrp.org/chartered-professional-membership/ https://www.linkedin.com/in/global-institute-for-leadership-human-resources-and-project-excellence-706353397/
    0 Комментарии 0 Поделились 419 Просмотры
Расширенные страницы