• IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito

    Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno

    Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità?

    di FLAMINIA CAMILLETTI

    Testo:
    In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

    Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale.

    Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione».

    La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli.

    L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo».

    Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

    Didascalia foto:
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
    IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità? di FLAMINIA CAMILLETTI Testo: In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale. Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione». La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo». Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Didascalia foto: António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
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  • VITAMINA E(go)

    Ci sono sere in cui i pensieri non bussano alla porta. Entrano. Si siedono accanto a noi e pretendono ascolto.
    Sono quelle notti in cui ci si interroga sul senso delle cose che stiamo costruendo, sulle persone che incontriamo lungo il cammino e, soprattutto, su ciò che ciascuno di noi porta dentro.
    La politica, in fondo, non è tutta la vita. Ma è una parte importante della vita. È uno dei luoghi in cui le persone si rivelano, si mettono a nudo, mostrano il meglio e talvolta il peggio di sé. E forse è proprio questo che continua a sorprendermi.
    A 48 anni posso dire di non avere grosse paure. Di schifezze ne ho viste già abbastanza per sentirmi "sverginato" ma c'è una forza che forse mi inquieta più di tutte e che non è controllabile da nessun sistema elettorale o regolamento esistente.

    Una forza che nessuna norma può davvero governare. Si chiama natura umana. E spesso prende la forma dell'ego.
    Per molto tempo ho pensato che l'ego fosse soltanto una zavorra. Una palla al piede che rallenta il cammino comune. Oggi non la vedo più così.
    Oggi penso che l'ego sia una vitamina.
    Serve.
    È quella scintilla che ci fa alzare dal letto quando tutto sembra complicato. È la fiducia che ci permette di affrontare le sconfitte, di sopportare i pesi, di credere nelle nostre capacità quando il dubbio vorrebbe paralizzarci.
    Senza un po' di ego, probabilmente, non avremmo il coraggio di iniziare nulla.

    Ma le vitamine, per definizione, funzionano soltanto nelle giuste dosi.
    Quando diventano eccessive smettono di nutrire e iniziano a intossicare.

    Accade allora qualcosa di sottile. L'io diventa più importante dell'obiettivo. Il riconoscimento più importante del risultato. La visibilità più importante del servizio.
    E senza quasi accorgercene smettiamo di vedere chi ci cammina accanto.
    L'ego eccessivo è una lente deformante: ingrandisce noi stessi e rimpicciolisce il resto del mondo.
    Così il compagno di viaggio diventa un concorrente. La differenza diventa una minaccia. Il successo collettivo perde valore se non porta anche una gratificazione personale.

    Eppure le cose più belle che ho visto nascere non sono mai state il frutto di un singolo protagonista.
    Sono nate quando più persone hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande.
    Quando tanti "io" hanno accettato di diventare un "NOI".

    Forse è questa la sfida più difficile. Non vincere una competizione. Non conquistare una posizione. Ma costruire un equilibrio.
    Allora se è rimasto ancora un motivo valido per cui soffrire e spendersi in una competizione politica, non è quello di raggiungere il gradino più alto del podio , internamente o esternamente ma raggiungere quel senso di rispetto e di equilibrio all'interno di un gruppo dove sappiamo che tutti e tutte siamo speciali e importanti solo per il fatto di esistere e poterci parlare con i nostri pregi, manie , difetti e le nostre stranezze...

    Domani avrò un altro quesito e richiesta da rivolgere a qualcuno di superiore e non riguarda sicuramente il denaro né la vanità, che di per sé dura il tempo di un battito di ciglia.
    Ma è il miracolo di assistere e contribuire alla creazione di un gruppo coeso dove la voce di tanti IO si fonde a quella più ampia di un NOI.
    E dove tanti ego controllati sanno ritrovarsi nella forza più elevata di un collettivo dove c'è spazio per la sapienza e la peculiarità di ognuno.

    Se sapremo superare il muro del solo Ego allora avremo già fatto un passo importante verso la prossima fase. Quella chiamata comunità.
    Ci credo. Ci spero. Per l'ennesima volta.
    E mentre cerco risposte nel mondo, questa sera ricomincio da una domanda più semplice.
    Quella che rivolgo a me stesso...

    #ego #noi #rispetto #comunità
    VITAMINA E(go) Ci sono sere in cui i pensieri non bussano alla porta. Entrano. Si siedono accanto a noi e pretendono ascolto. Sono quelle notti in cui ci si interroga sul senso delle cose che stiamo costruendo, sulle persone che incontriamo lungo il cammino e, soprattutto, su ciò che ciascuno di noi porta dentro. La politica, in fondo, non è tutta la vita. Ma è una parte importante della vita. È uno dei luoghi in cui le persone si rivelano, si mettono a nudo, mostrano il meglio e talvolta il peggio di sé. E forse è proprio questo che continua a sorprendermi. A 48 anni posso dire di non avere grosse paure. Di schifezze ne ho viste già abbastanza per sentirmi "sverginato" ma c'è una forza che forse mi inquieta più di tutte e che non è controllabile da nessun sistema elettorale o regolamento esistente. Una forza che nessuna norma può davvero governare. Si chiama natura umana. E spesso prende la forma dell'ego. Per molto tempo ho pensato che l'ego fosse soltanto una zavorra. Una palla al piede che rallenta il cammino comune. Oggi non la vedo più così. Oggi penso che l'ego sia una vitamina. Serve. È quella scintilla che ci fa alzare dal letto quando tutto sembra complicato. È la fiducia che ci permette di affrontare le sconfitte, di sopportare i pesi, di credere nelle nostre capacità quando il dubbio vorrebbe paralizzarci. Senza un po' di ego, probabilmente, non avremmo il coraggio di iniziare nulla. Ma le vitamine, per definizione, funzionano soltanto nelle giuste dosi. Quando diventano eccessive smettono di nutrire e iniziano a intossicare. Accade allora qualcosa di sottile. L'io diventa più importante dell'obiettivo. Il riconoscimento più importante del risultato. La visibilità più importante del servizio. E senza quasi accorgercene smettiamo di vedere chi ci cammina accanto. L'ego eccessivo è una lente deformante: ingrandisce noi stessi e rimpicciolisce il resto del mondo. Così il compagno di viaggio diventa un concorrente. La differenza diventa una minaccia. Il successo collettivo perde valore se non porta anche una gratificazione personale. Eppure le cose più belle che ho visto nascere non sono mai state il frutto di un singolo protagonista. Sono nate quando più persone hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di qualcosa di più grande. Quando tanti "io" hanno accettato di diventare un "NOI". Forse è questa la sfida più difficile. Non vincere una competizione. Non conquistare una posizione. Ma costruire un equilibrio. Allora se è rimasto ancora un motivo valido per cui soffrire e spendersi in una competizione politica, non è quello di raggiungere il gradino più alto del podio , internamente o esternamente ma raggiungere quel senso di rispetto e di equilibrio all'interno di un gruppo dove sappiamo che tutti e tutte siamo speciali e importanti solo per il fatto di esistere e poterci parlare con i nostri pregi, manie , difetti e le nostre stranezze... Domani avrò un altro quesito e richiesta da rivolgere a qualcuno di superiore e non riguarda sicuramente il denaro né la vanità, che di per sé dura il tempo di un battito di ciglia. Ma è il miracolo di assistere e contribuire alla creazione di un gruppo coeso dove la voce di tanti IO si fonde a quella più ampia di un NOI. E dove tanti ego controllati sanno ritrovarsi nella forza più elevata di un collettivo dove c'è spazio per la sapienza e la peculiarità di ognuno. Se sapremo superare il muro del solo Ego allora avremo già fatto un passo importante verso la prossima fase. Quella chiamata comunità. Ci credo. Ci spero. Per l'ennesima volta. E mentre cerco risposte nel mondo, questa sera ricomincio da una domanda più semplice. Quella che rivolgo a me stesso... #ego #noi #rispetto #comunità
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  • COME VOLEVOSI dimostrare IL DRONE è MOLTO PROBABILE che SIA UCRAINO!
    In serata è intervenuto Vladimir Putin, che ha espresso dubbi sulla provenienza del drone e si è offerto di ordinare un’indagine “obiettiva” sul primo incidente di questo tipo con feriti sul territorio di uno Stato membro dell’Unione europea e della Nato. “La Russia è pronta a condurre un’indagine obiettiva, se ci verranno consegnati i resti del drone precipitato in Romania”, ha dichiarato durante una conferenza stampa. Il presidente russo ritiene quest’indagine essenziale, perché “nessuno può dire con certezza da dove provenisse il drone, finché non vengono esaminati i resti”, e ha osservato che non sarebbe la prima volta che un drone ucraino precipita in un Paese confinante. “I droni ucraini hanno sorvolato diversi Paesi e la reazione iniziale è sempre stata che si trattasse di un attacco russo”, ha aggiunto.

    “La Russia non ha mai minacciato e non minaccia i Paesi europei” ha ribadito Putin. “Tutto ciò che fanno è unicamente proseguire il confronto con la Russia e giustificare spese esorbitanti dai bilanci dei loro Stati, attingendo dalle tasche dei contribuenti”.

    "Drone russo colpisce la Romania": Nato condanna, UE prepara sanzioni
    Romania: un drone russo è caduto su un palazzo a Galati. Nato e Von der Leyen condannano Mosca: in arrivo il 21° pacchetto di sanzioni.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/29/drone-russo-romania-nato-sanzioni-notizie/8402548/
    COME VOLEVOSI dimostrare IL DRONE è MOLTO PROBABILE che SIA UCRAINO! In serata è intervenuto Vladimir Putin, che ha espresso dubbi sulla provenienza del drone e si è offerto di ordinare un’indagine “obiettiva” sul primo incidente di questo tipo con feriti sul territorio di uno Stato membro dell’Unione europea e della Nato. “La Russia è pronta a condurre un’indagine obiettiva, se ci verranno consegnati i resti del drone precipitato in Romania”, ha dichiarato durante una conferenza stampa. Il presidente russo ritiene quest’indagine essenziale, perché “nessuno può dire con certezza da dove provenisse il drone, finché non vengono esaminati i resti”, e ha osservato che non sarebbe la prima volta che un drone ucraino precipita in un Paese confinante. “I droni ucraini hanno sorvolato diversi Paesi e la reazione iniziale è sempre stata che si trattasse di un attacco russo”, ha aggiunto. “La Russia non ha mai minacciato e non minaccia i Paesi europei” ha ribadito Putin. “Tutto ciò che fanno è unicamente proseguire il confronto con la Russia e giustificare spese esorbitanti dai bilanci dei loro Stati, attingendo dalle tasche dei contribuenti”. "Drone russo colpisce la Romania": Nato condanna, UE prepara sanzioni Romania: un drone russo è caduto su un palazzo a Galati. Nato e Von der Leyen condannano Mosca: in arrivo il 21° pacchetto di sanzioni. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/29/drone-russo-romania-nato-sanzioni-notizie/8402548/
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    "Drone russo colpisce la Romania": Nato condanna, UE prepara sanzioni
    Romania: un drone russo è caduto su un palazzo a Galati. Nato e Von der Leyen condannano Mosca: in arrivo il 21° pacchetto di sanzioni.
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  • https://youtu.be/U5zLMX-GJTw?is=2Psm6h054nZXRrWX
    Il video spiega in che modo non siamo andati 6 volte sulla Luna tra 69 e 72. Da vedere fino alla fine se avete dei dubbi.
    https://youtu.be/U5zLMX-GJTw?is=2Psm6h054nZXRrWX Il video spiega in che modo non siamo andati 6 volte sulla Luna tra 69 e 72. Da vedere fino alla fine se avete dei dubbi.
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  • The global AI in film market is witnessing rapid growth as entertainment companies adopt advanced technologies to improve filmmaking efficiency and audience engagement. Artificial intelligence is helping studios automate complex tasks such as video editing, sound enhancement, subtitle generation, and visual effects production, allowing creators to reduce costs and accelerate project timelines.

    Film production companies are increasingly using AI-driven analytics to understand viewer preferences and optimize storytelling strategies. Streaming platforms are also leveraging machine learning algorithms to deliver personalized content recommendations and improve customer retention in an increasingly competitive digital entertainment landscape.

    Generative AI technologies are transforming creative production by enabling realistic CGI development, virtual environments, automated dubbing, and digital character creation. These innovations are helping filmmakers produce high-quality content faster while expanding accessibility for international audiences through multilingual adaptation.

    The growing adoption of cloud computing, big data analytics, and intelligent automation is expected to drive long-term expansion of the AI in film market. As technology continues to evolve, artificial intelligence is expected to become an essential component of future film production and distribution worldwide.

    https://market.us/report/ai-in-film-market/
    The global AI in film market is witnessing rapid growth as entertainment companies adopt advanced technologies to improve filmmaking efficiency and audience engagement. Artificial intelligence is helping studios automate complex tasks such as video editing, sound enhancement, subtitle generation, and visual effects production, allowing creators to reduce costs and accelerate project timelines. Film production companies are increasingly using AI-driven analytics to understand viewer preferences and optimize storytelling strategies. Streaming platforms are also leveraging machine learning algorithms to deliver personalized content recommendations and improve customer retention in an increasingly competitive digital entertainment landscape. Generative AI technologies are transforming creative production by enabling realistic CGI development, virtual environments, automated dubbing, and digital character creation. These innovations are helping filmmakers produce high-quality content faster while expanding accessibility for international audiences through multilingual adaptation. The growing adoption of cloud computing, big data analytics, and intelligent automation is expected to drive long-term expansion of the AI in film market. As technology continues to evolve, artificial intelligence is expected to become an essential component of future film production and distribution worldwide. https://market.us/report/ai-in-film-market/
    MARKET.US
    AI in Film Market
    AI in Film Market is estimated to reach USD 14.1 billion By 2033, Riding on a Strong 25.7% CAGR throughout the forecast period.
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  • EVENTO / MILANO LIBERA

    Milano è una città che si vive ogni giorno, ma quanto spesso ci fermiamo davvero a capire dove sta andando

    Il 25 maggio è un’occasione semplice, ma preziosa: incontrarsi dal vivo, ascoltare un progetto per la città e farsi un’idea senza filtri, senza slogan e senza pregiudizi.

    Durante la serata verranno presentati il candidato sindaco, la squadra e il programma completo. Ma soprattutto sarà uno spazio aperto, dove fare domande, confrontarsi e chiarire dubbi in modo diretto.

    È anche il momento giusto per chi sta valutando un coinvolgimento più attivo.

    Teatro Bruno Munari – Milano
    Ore 18:30
    Ingresso libero

    Se ti interessa capire meglio che direzione può prendere Milano, passa a dare un ascolto.

    #Milano #Milano2027 #EventiMilano #Partecipazione #milanolibera
    🔊 EVENTO / MILANO LIBERA 🔊 Milano è una città che si vive ogni giorno, ma quanto spesso ci fermiamo davvero a capire dove sta andando❓ Il 25 maggio è un’occasione semplice, ma preziosa: incontrarsi dal vivo, ascoltare un progetto per la città e farsi un’idea senza filtri, senza slogan e senza pregiudizi. Durante la serata verranno presentati il candidato sindaco, la squadra e il programma completo. Ma soprattutto sarà uno spazio aperto, dove fare domande, confrontarsi e chiarire dubbi in modo diretto. È anche il momento giusto per chi sta valutando un coinvolgimento più attivo. 📍 Teatro Bruno Munari – Milano 🕒 Ore 18:30 🎟️ Ingresso libero Se ti interessa capire meglio che direzione può prendere Milano, passa a dare un ascolto. #Milano #Milano2027 #EventiMilano #Partecipazione #milanolibera
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  • Google Chrome andrebbe disinstallato da tutti i dispositivi: gli esperti di sicurezza informatica non hanno dubbi - Melablog
    Negli ambienti della cybersecurity c’è chi sostiene che sia arrivato il momento di abbandonare uno dei browser più diffusi al mondo.
    https://www.melablog.it/google-chrome-andrebbe-disinstallato-da-tutti-i-dispositivi-gli-esperti-di-sicurezza-informatica-non-hanno-dubbi/
    Google Chrome andrebbe disinstallato da tutti i dispositivi: gli esperti di sicurezza informatica non hanno dubbi - Melablog Negli ambienti della cybersecurity c’è chi sostiene che sia arrivato il momento di abbandonare uno dei browser più diffusi al mondo. https://www.melablog.it/google-chrome-andrebbe-disinstallato-da-tutti-i-dispositivi-gli-esperti-di-sicurezza-informatica-non-hanno-dubbi/
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    Google Chrome andrebbe disinstallato da tutti i dispositivi: gli esperti di sicurezza informatica non hanno dubbi - Melablog
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  • https://youtu.be/fTgkzac2dhA?is=_Z8D9hzwAWN70et7
    Per dovere di cronaca Mazzucco ammette che stavolta siamo andati attorno alla Luna ma insiste che non siamo allunati sei volte dal 69 al 72.
    Deve continuare a negare la evidenza storica trainando nel ridicolo chi gli crede e non ha sufficienti conoscenze scientifiche e logiche.
    Sono sicuro al 100 % che sulla Luna siamo arrivati e tornati sei volte tra 69 e 72, so quello che dico e non voglio discuterne.
    Abbiamo già perso tempo abbastanza per persone che credono a dubbi e ipotesi e non credono alla certezza delle prove.
    https://youtu.be/fTgkzac2dhA?is=_Z8D9hzwAWN70et7 Per dovere di cronaca Mazzucco ammette che stavolta siamo andati attorno alla Luna ma insiste che non siamo allunati sei volte dal 69 al 72. Deve continuare a negare la evidenza storica trainando nel ridicolo chi gli crede e non ha sufficienti conoscenze scientifiche e logiche. Sono sicuro al 100 % che sulla Luna siamo arrivati e tornati sei volte tra 69 e 72, so quello che dico e non voglio discuterne. Abbiamo già perso tempo abbastanza per persone che credono a dubbi e ipotesi e non credono alla certezza delle prove.
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  • Il Pentagono attacca ancora Anthropic: «Rischio inaccettabile. Potrebbe spegnere Claude durante azioni militari»
    Il dipartimento della Guerra attacca l'azienda: «Abbiamo messo in dubbio che si trattasse di un partner fidato». E intanto l'esercito cerca una nuova intelligenza artificiale per sostituire Claude

    https://www.corriere.it/tecnologia/26_marzo_18/il-pentagono-attacca-ancora-anthropic-rischio-inaccettabile-potrebbe-spegnere-claude-durante-azioni-militari-7618e3de-cd8b-466e-b66a-241e25c1bxlk_amp.shtml
    Il Pentagono attacca ancora Anthropic: «Rischio inaccettabile. Potrebbe spegnere Claude durante azioni militari» Il dipartimento della Guerra attacca l'azienda: «Abbiamo messo in dubbio che si trattasse di un partner fidato». E intanto l'esercito cerca una nuova intelligenza artificiale per sostituire Claude https://www.corriere.it/tecnologia/26_marzo_18/il-pentagono-attacca-ancora-anthropic-rischio-inaccettabile-potrebbe-spegnere-claude-durante-azioni-militari-7618e3de-cd8b-466e-b66a-241e25c1bxlk_amp.shtml
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  • Blog | C'è uno Stato parallelo in grado di condizionare i governi. Da Peter Thiel al tecnocapitalismo
    Le ragioni per discutere le idee di Peter Thiel sono molte. L'analisi del professor Luca R Perfetti

    di Luca R Perfetti*

    Peter Thiel verrà a Roma per tenervi conferenze a porte chiuse. Potrebbe essere l’occasione nella quale, anche nel nostro Paese, gli intellettuali si ricordino del loro dovere di comprendere le tendenze di fondo della realtà e darvi risposta. Ma non è detto. Il suo libro The Straussian moment, ormai disponibile anche in traduzione italiana, è passato sostanzialmente inosservato. Eppure, Thiel non è un autore qualunque: fondatore con Musk di PayPal, creatore e proprietario di Palantir Technologies o Anduril Industries – protagoniste della sorveglianza tecnologica, della cybersecurity e delle imprese belliche israelo-americane di questi anni – e ideologo dell’attuale amministrazione americana.

    Le ragioni per discutere le sue idee sono molte

    Anzitutto, la necessità di un sistema di potere di produrre un pensiero. Al netto della sua qualità, in disparte la manipolazione delle fonti e gli errori, è indubbio che gli scritti di Thiel abbiano l’ambizione di fornire un sistema di conoscenza, un’ideologia. È un fatto non irrilevante a fronte del congedo della sinistra dagli intellettuali (fuorché i corifei) e dello sprofondare di questi nella ripetizione di formule stantie, nel bon ton della critica accompagnata all’incapacità di comprendere quel che accade – nonché nella complessiva indisponibilità a fare i conti con le responsabilità della sinistra quanto ai dispositivi della globalizzazione ed al crescere inusitato delle diseguaglianze sociali nell’Occidente.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/peter-thiel-roma-stato-parallelo-tecnocapitalismo-oggi/8317855/
    Blog | C'è uno Stato parallelo in grado di condizionare i governi. Da Peter Thiel al tecnocapitalismo Le ragioni per discutere le idee di Peter Thiel sono molte. L'analisi del professor Luca R Perfetti di Luca R Perfetti* Peter Thiel verrà a Roma per tenervi conferenze a porte chiuse. Potrebbe essere l’occasione nella quale, anche nel nostro Paese, gli intellettuali si ricordino del loro dovere di comprendere le tendenze di fondo della realtà e darvi risposta. Ma non è detto. Il suo libro The Straussian moment, ormai disponibile anche in traduzione italiana, è passato sostanzialmente inosservato. Eppure, Thiel non è un autore qualunque: fondatore con Musk di PayPal, creatore e proprietario di Palantir Technologies o Anduril Industries – protagoniste della sorveglianza tecnologica, della cybersecurity e delle imprese belliche israelo-americane di questi anni – e ideologo dell’attuale amministrazione americana. Le ragioni per discutere le sue idee sono molte Anzitutto, la necessità di un sistema di potere di produrre un pensiero. Al netto della sua qualità, in disparte la manipolazione delle fonti e gli errori, è indubbio che gli scritti di Thiel abbiano l’ambizione di fornire un sistema di conoscenza, un’ideologia. È un fatto non irrilevante a fronte del congedo della sinistra dagli intellettuali (fuorché i corifei) e dello sprofondare di questi nella ripetizione di formule stantie, nel bon ton della critica accompagnata all’incapacità di comprendere quel che accade – nonché nella complessiva indisponibilità a fare i conti con le responsabilità della sinistra quanto ai dispositivi della globalizzazione ed al crescere inusitato delle diseguaglianze sociali nell’Occidente. https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/10/peter-thiel-roma-stato-parallelo-tecnocapitalismo-oggi/8317855/
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