• LA VERITA’ GIURIDICA “CIELI BLU”.

    Cari AMICI BLU, se oggi mi accingo a rispondere agli attacchi isterici del web, lo faccio solo per il grande rispetto nei Vostri confronti.
    Ho tardato a dare una risposta ufficiale poiché sin dall’inizio mi sono apparse per quello che sono: insensate farneticazioni.

    1. CIELI BLU è una legge italiana.
    Mi dispiace per gli “affezionati sostenitori” ma non ho letto l’AIR QUALITY ACT. Ho invece esaminato la legge della Florida al fine di meglio individuare a livello legale le condotte di geoingegneria climatica, non solo esistenti ma passibili di essere vietate.
    CIELI BLU è una legge tutta italiana, al suo interno non vi è alcun riferimento a Leggi Americane.
    CIELI BLU richiamando Trattati internazionali. Moratorie delle Nazioni Unite, a cui ha aderito il nostro Stato, e chiedendo l’applicazione del principio di precauzione che permea tutto il diritto internazionale europeo e nazionale, in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della salute dell’uomo chiede che il nostro Parlamento emani una legge che vieti ogni tipo di attività di geoingegneria climatica nello Stato Italiano.
    A) Il principio di precauzione, statuisce che, le attività che comportano un elevato rischio per la natura devono essere precedute da un esame approfondito; i loro promotori devono dimostrare che i benefici derivanti dalle attività prevalgono sui danni eventuali alla natura.
    B) qualora gli effetti nocivi di tale attività siano conosciuti in modo imperfetto, esse non dovranno essere intraprese.
    La Convenzione dell’ONU sulla diversità biologica  ha stabilito che la geoingegneria comporta una seria violazione dei diritti umani a causa dei pericoli impliciti nelle tecnologie utilizzate
    Cieli Blu richiama inoltre espressamente articoli della Costituzione italiana e il Dlg 152/2006 Testo Unico Ambientale.

    2. Non si è introdotto alcun concetto che vada ad inficiare la legittimità e la tassatività della legge.
    Il richiamo all’ attività di geoingegneria attuata all’interno del commercio inter statale ed estero è necessaria, in quanto per la realizzazione della condotta criminosa, sono proprio le vie commerciali, terresti, aviarie, marittime, tutte le vie di comunicazione commerciali che vengono utilizzate.
    Si parla di commercio inter statale quindi all’interno dello Stato italiano ed estero.
    L’ utilizzo di tali termini non va assolutamente ad impedire l’ individuazione precisa, del contesto territoriale entro il quale la norma è chiamata ad operare.

    In realtà, questo “poderoso ruggito” contro CIELI BLU a ben vedere si riduce ad un flebile miagolio. Vengono richiamati in maniera imprecisa principi e concetti giuridici.

    3. Si richiama l’ art 25 Cost. e si sostiene che lo stesso sancisca il principio di tassatività. In realtà la norma parla del principio di legalità penale. Esso stabilisce che nessuno può essere punito o sottoposto a misure di sicurezza se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso La tassatività è un corollario della norma stessa.
    Bene, CIELI BLU, prevede il divieto di condotte tassativamente individuate quali:
    utilizzo di  un mezzo, un canale, una struttura che sostiene l’attività di geoingegneria per la modificazione del clima all’ interno delle rete commerciale italiana ed estera
    trasmissione di qualsiasi comunicazione relativa e/o a sostegno dell’attività di geoingegneria climatica utilizzando ogni mezzo di comunicazione, quali il computer, la posta.
    tale condotta si è verificata all’ interno della giurisdizione marittima italiana.
    la condotta si è comunque verificata e ha interessato il territorio italiano.
    CIELI BLU rispetta il principio di tassatività.
    L’ affermazione secondo la quale un qualsiasi avvocato potrebbe eccepire questa INESISTENTE INCOSTITUZIONALITÀ è chiaramente ridicola.
    Non solo la legge prevede una condotta specifica e tassativa : la modifica delle condizioni meteorologiche attraverso attività o sostegno ad attività di geoingegneria climatica.
    Da nessuna parte c’ è scritto che viene punito solo chi non ha un’autorizzazione.
    In  America  esistono Leggi che consentono l’ attività previa autorizzazione. IN ITALIA NO:
    Questo denota una non reale e disinteressata lettura della Legge ,ma forse suggerisce che il vero intento sia stato solo quello di denigrare a prescindere.
    In tutta la Legge non si fanno distinzioni.
    Se violi il divieto sei passibile di sanzioni civili e penali.

    4. Sulle pene, i detrattori, consentitemi il gioco di parole, fanno pena.
    Si contesta il fatto che si richiede che il soggetto abbia commesso il fatto consapevolmente, con volontà.
    Qui siamo all’apoteosi!!
    La legge penale a differenza di quella civile che stabilisce che  chiunque danneggi un bene è tenuto a pagare il risarcimento, a prescindere dal fatto che abbia agito intenzionalmente, esige l’intenzionalità.
    La consapevolezza può assumere i connotati della colpa lieve, grave, del dolo specifico o eventuale.
    La Legge quindi richiede la consapevolezza perché si tratta di legge penale.
    Sembra evidente che, gli arguti giuristi abbiano fatto un pochino di confusione tra i principi che governano la responsabilità civile e quella penale.

    5. Pur di accanirsi contro CIELI BLU, gli incauti commentatori, stravolgono l’impianto del diritto penale, arrivando ad affermare che “il nemico” (linguaggio da film e da bar),” potrà continuare ad operare con la garanzia di non subire sequestri o blocchi totali di attività”.
    Chiunque abbia anche per sbaglio, aperto una volta un codice penale, sa che: l'art. 240 del Codice Penale italiano disciplina la confisca, una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nell'espropriazione coattiva da parte dello Stato di beni legati a un reato.
    Quando si redige una denuncia penale l’avvocato può chiedere la confisca  delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. A maggior ragione il PM stesso.
    Pertanto alle sanzioni previste nel reato speciale di nuova configurazione, potrà agevolmente aggiungersi la richiesta di confisca ex art 240 c.p.

    6. Per quanto riguarda il tema delle sanzioni patrimoniali troppo basse.
    La previsione dei 100.000 euro per ogni infrazione, è perfettamente in linea con il principio di proporzionalità e ragionevolezza. Inoltre non dimentichiamo i profili dei danni alla salute e della responsabilità civile strettamente connessi alla commissione di ogni fatto reato.
    Ah, già un altra dimenticanza dei “Carnelutti” di turno.
    L’ obiettivo di CIELI BLU è portare alla luce un’attività di modificazione del clima artificiale, che esiste ed è provata dalle Intesa Bush-Berlusconi del 2002.
    Cooperazione confermata nel 2023 da Biden e Meloni e vietarla.
    Non siamo giustizialisti e tanto meno giustizieri.

    7. Pagina 9
    Grande deliberata confusione nell’illustrare il contenuto della Legge. Se non fosse deliberato, si potrebbe pensare ad una grave deficit nella capacità di comprensione di un  testo scritto in italiano.
    LE SANZIONI CIVILI saranno erogate direttamente con ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva, senza passare per un Tribunale, dall’Ente che già Istituzionalmente ne ha il potere e cioè l’ ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile).

    GLI ENTI DEPUTATI AL CONTROLLO saranno:

    ART. 3 - SEGNALAZIONE E INDAGINE
    (a) SEGNALAZIONE AL PUBBLICO
    (1) ISTITUZIONE DEL SISTEMA — L'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), in coordinamento con l'Amministrazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ Amministrazione dell’ENAV (Ente Nazionale Assistenza Volo) e con l’ Amministrazione della Difesa dell’Areonautica Militare, del Ministero degli Interni, con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il sistema SNPA, che include le ARPA/APPA regionali/provinciali, con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) segnaleranno qualsiasi sospetta violazione che si ritiene si sia verificata ai sensi della sottosezione (a e b2).

    Di conseguenza l’affermazione secondo la quale l’Ente deputato a monitorare e riscuotere le violazioni civili sarebbe solo “Il ministero delle Economia e delle Finanze”  è un errore grossolano.
    Tutte le affermazioni ”complottiste” e le farneticazioni giuridiche poste a fondamento di ciascun attacco a CIELI BLU sono prive di qualsiasi senso o fondamento giuridico.

    Come parimenti priva di riscontro testuale l’affermazione secondo la quale la segnalazione  dei fenomeni di alterazione atmosferica sarebbe affidata al MEF e non dell’ ISPRA.
    Nell’ ART 3s opra richiamato, sono presenti tutti gli Enti Istituzionali che possiedono gli strumenti tecnici ed operativi per operare i controlli richiesti dalla Legge CIELI BLU e tra questi L’ISPRA:

    8. Nel testo non vengono fatte salve e tollerate ATTIVITÀ di geoingegneria per presunti motivi di sicurezza Nazionale o programmi di ricerca e…nel DDL CIELI BLU non sono menzionate!! Altre farneticazioni!!!

    Naturalmente, anche se non sarebbe necessario ricordarlo a siffatti fini conoscitori del Diritto, ogni legge è poi corredata da quelle che si definiscono Norme Attuative che servono appunto a facilitare ed organizzare l’ attuazione della Legge stessa.
    Le norme attuative, le discussioni in Parlamento, potranno semmai ritoccare dei dettagli ma mai snaturare lo scopo di CIELI BLU e cioè IL DIVIETO DI ATTIVITÀ DI GEOINGEGNERIA CLIMATICA NEL NOSTRO PAESE.
    La mistificazione del testo e la manipolazione attraverso il linguaggio operata da coloro che in maniera del tutto fallimentare, lasciatemelo dire, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo la Legge, non è certamente al servizio del bene della collettività ma sottende interessi totalmente diversi.

    Coloro che sono impegnati a screditare il DDL CIELI BLU sono legati solo ed esclusivamente a difendere il proprio interesse personale, schiavi dei like e dei consensi effimeri.

    I miei più cari saluti.
    Avv. Frida Chialastri
    LA VERITA’ GIURIDICA “CIELI BLU”. Cari AMICI BLU, se oggi mi accingo a rispondere agli attacchi isterici del web, lo faccio solo per il grande rispetto nei Vostri confronti. Ho tardato a dare una risposta ufficiale poiché sin dall’inizio mi sono apparse per quello che sono: insensate farneticazioni. 1. CIELI BLU è una legge italiana. Mi dispiace per gli “affezionati sostenitori” ma non ho letto l’AIR QUALITY ACT. Ho invece esaminato la legge della Florida al fine di meglio individuare a livello legale le condotte di geoingegneria climatica, non solo esistenti ma passibili di essere vietate. CIELI BLU è una legge tutta italiana, al suo interno non vi è alcun riferimento a Leggi Americane. CIELI BLU richiamando Trattati internazionali. Moratorie delle Nazioni Unite, a cui ha aderito il nostro Stato, e chiedendo l’applicazione del principio di precauzione che permea tutto il diritto internazionale europeo e nazionale, in materia di tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della salute dell’uomo chiede che il nostro Parlamento emani una legge che vieti ogni tipo di attività di geoingegneria climatica nello Stato Italiano. A) Il principio di precauzione, statuisce che, le attività che comportano un elevato rischio per la natura devono essere precedute da un esame approfondito; i loro promotori devono dimostrare che i benefici derivanti dalle attività prevalgono sui danni eventuali alla natura. B) qualora gli effetti nocivi di tale attività siano conosciuti in modo imperfetto, esse non dovranno essere intraprese. La Convenzione dell’ONU sulla diversità biologica  ha stabilito che la geoingegneria comporta una seria violazione dei diritti umani a causa dei pericoli impliciti nelle tecnologie utilizzate Cieli Blu richiama inoltre espressamente articoli della Costituzione italiana e il Dlg 152/2006 Testo Unico Ambientale. 2. Non si è introdotto alcun concetto che vada ad inficiare la legittimità e la tassatività della legge. Il richiamo all’ attività di geoingegneria attuata all’interno del commercio inter statale ed estero è necessaria, in quanto per la realizzazione della condotta criminosa, sono proprio le vie commerciali, terresti, aviarie, marittime, tutte le vie di comunicazione commerciali che vengono utilizzate. Si parla di commercio inter statale quindi all’interno dello Stato italiano ed estero. L’ utilizzo di tali termini non va assolutamente ad impedire l’ individuazione precisa, del contesto territoriale entro il quale la norma è chiamata ad operare. In realtà, questo “poderoso ruggito” contro CIELI BLU a ben vedere si riduce ad un flebile miagolio. Vengono richiamati in maniera imprecisa principi e concetti giuridici. 3. Si richiama l’ art 25 Cost. e si sostiene che lo stesso sancisca il principio di tassatività. In realtà la norma parla del principio di legalità penale. Esso stabilisce che nessuno può essere punito o sottoposto a misure di sicurezza se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso La tassatività è un corollario della norma stessa. Bene, CIELI BLU, prevede il divieto di condotte tassativamente individuate quali: utilizzo di  un mezzo, un canale, una struttura che sostiene l’attività di geoingegneria per la modificazione del clima all’ interno delle rete commerciale italiana ed estera trasmissione di qualsiasi comunicazione relativa e/o a sostegno dell’attività di geoingegneria climatica utilizzando ogni mezzo di comunicazione, quali il computer, la posta. tale condotta si è verificata all’ interno della giurisdizione marittima italiana. la condotta si è comunque verificata e ha interessato il territorio italiano. CIELI BLU rispetta il principio di tassatività. L’ affermazione secondo la quale un qualsiasi avvocato potrebbe eccepire questa INESISTENTE INCOSTITUZIONALITÀ è chiaramente ridicola. Non solo la legge prevede una condotta specifica e tassativa : la modifica delle condizioni meteorologiche attraverso attività o sostegno ad attività di geoingegneria climatica. Da nessuna parte c’ è scritto che viene punito solo chi non ha un’autorizzazione. In  America  esistono Leggi che consentono l’ attività previa autorizzazione. IN ITALIA NO: Questo denota una non reale e disinteressata lettura della Legge ,ma forse suggerisce che il vero intento sia stato solo quello di denigrare a prescindere. In tutta la Legge non si fanno distinzioni. Se violi il divieto sei passibile di sanzioni civili e penali. 4. Sulle pene, i detrattori, consentitemi il gioco di parole, fanno pena. Si contesta il fatto che si richiede che il soggetto abbia commesso il fatto consapevolmente, con volontà. Qui siamo all’apoteosi!! La legge penale a differenza di quella civile che stabilisce che  chiunque danneggi un bene è tenuto a pagare il risarcimento, a prescindere dal fatto che abbia agito intenzionalmente, esige l’intenzionalità. La consapevolezza può assumere i connotati della colpa lieve, grave, del dolo specifico o eventuale. La Legge quindi richiede la consapevolezza perché si tratta di legge penale. Sembra evidente che, gli arguti giuristi abbiano fatto un pochino di confusione tra i principi che governano la responsabilità civile e quella penale. 5. Pur di accanirsi contro CIELI BLU, gli incauti commentatori, stravolgono l’impianto del diritto penale, arrivando ad affermare che “il nemico” (linguaggio da film e da bar),” potrà continuare ad operare con la garanzia di non subire sequestri o blocchi totali di attività”. Chiunque abbia anche per sbaglio, aperto una volta un codice penale, sa che: l'art. 240 del Codice Penale italiano disciplina la confisca, una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nell'espropriazione coattiva da parte dello Stato di beni legati a un reato. Quando si redige una denuncia penale l’avvocato può chiedere la confisca  delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto. A maggior ragione il PM stesso. Pertanto alle sanzioni previste nel reato speciale di nuova configurazione, potrà agevolmente aggiungersi la richiesta di confisca ex art 240 c.p. 6. Per quanto riguarda il tema delle sanzioni patrimoniali troppo basse. La previsione dei 100.000 euro per ogni infrazione, è perfettamente in linea con il principio di proporzionalità e ragionevolezza. Inoltre non dimentichiamo i profili dei danni alla salute e della responsabilità civile strettamente connessi alla commissione di ogni fatto reato. Ah, già un altra dimenticanza dei “Carnelutti” di turno. L’ obiettivo di CIELI BLU è portare alla luce un’attività di modificazione del clima artificiale, che esiste ed è provata dalle Intesa Bush-Berlusconi del 2002. Cooperazione confermata nel 2023 da Biden e Meloni e vietarla. Non siamo giustizialisti e tanto meno giustizieri. 7. Pagina 9 Grande deliberata confusione nell’illustrare il contenuto della Legge. Se non fosse deliberato, si potrebbe pensare ad una grave deficit nella capacità di comprensione di un  testo scritto in italiano. LE SANZIONI CIVILI saranno erogate direttamente con ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva, senza passare per un Tribunale, dall’Ente che già Istituzionalmente ne ha il potere e cioè l’ ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile). GLI ENTI DEPUTATI AL CONTROLLO saranno: ART. 3 - SEGNALAZIONE E INDAGINE (a) SEGNALAZIONE AL PUBBLICO (1) ISTITUZIONE DEL SISTEMA — L'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), in coordinamento con l'Amministrazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ Amministrazione dell’ENAV (Ente Nazionale Assistenza Volo) e con l’ Amministrazione della Difesa dell’Areonautica Militare, del Ministero degli Interni, con ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e con il sistema SNPA, che include le ARPA/APPA regionali/provinciali, con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) segnaleranno qualsiasi sospetta violazione che si ritiene si sia verificata ai sensi della sottosezione (a e b2). Di conseguenza l’affermazione secondo la quale l’Ente deputato a monitorare e riscuotere le violazioni civili sarebbe solo “Il ministero delle Economia e delle Finanze”  è un errore grossolano. Tutte le affermazioni ”complottiste” e le farneticazioni giuridiche poste a fondamento di ciascun attacco a CIELI BLU sono prive di qualsiasi senso o fondamento giuridico. Come parimenti priva di riscontro testuale l’affermazione secondo la quale la segnalazione  dei fenomeni di alterazione atmosferica sarebbe affidata al MEF e non dell’ ISPRA. Nell’ ART 3s opra richiamato, sono presenti tutti gli Enti Istituzionali che possiedono gli strumenti tecnici ed operativi per operare i controlli richiesti dalla Legge CIELI BLU e tra questi L’ISPRA: 8. Nel testo non vengono fatte salve e tollerate ATTIVITÀ di geoingegneria per presunti motivi di sicurezza Nazionale o programmi di ricerca e…nel DDL CIELI BLU non sono menzionate!! Altre farneticazioni!!! Naturalmente, anche se non sarebbe necessario ricordarlo a siffatti fini conoscitori del Diritto, ogni legge è poi corredata da quelle che si definiscono Norme Attuative che servono appunto a facilitare ed organizzare l’ attuazione della Legge stessa. Le norme attuative, le discussioni in Parlamento, potranno semmai ritoccare dei dettagli ma mai snaturare lo scopo di CIELI BLU e cioè IL DIVIETO DI ATTIVITÀ DI GEOINGEGNERIA CLIMATICA NEL NOSTRO PAESE. La mistificazione del testo e la manipolazione attraverso il linguaggio operata da coloro che in maniera del tutto fallimentare, lasciatemelo dire, hanno cercato di smontare pezzo per pezzo la Legge, non è certamente al servizio del bene della collettività ma sottende interessi totalmente diversi. Coloro che sono impegnati a screditare il DDL CIELI BLU sono legati solo ed esclusivamente a difendere il proprio interesse personale, schiavi dei like e dei consensi effimeri. I miei più cari saluti. Avv. Frida Chialastri
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  • QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO

    Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”.

    C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora.

    Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie.

    Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza.

    Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità.

    Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta.

    Don Chisciotte

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
    🔥 QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”. C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora. Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie. Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza. Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità. Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta. Don Chisciotte 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
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  • Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069

    Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei

    di Piero De Ruvo

    Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo.

    I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali.

    Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani.

    Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche.

    È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo.


    Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
    Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069 Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei di Piero De Ruvo Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo. I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali. Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani. Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche. È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo. Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
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  • La malattia cronica potrebbe essere uno stato di sopravvivenza prolungata
    Sono affetto dalla nascita ad una malattia cronica come l'asma e vi posso garantire che ogni principio legato alla sopravvivenza lo vivo in ogni istante. :-( To
    https://toba60.com/la-malattia-cronica-potrebbe-essere-uno-stato-di-sopravvivenza-prolungata/
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  • Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962

    Lo schema logico:
    1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica
    1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica
    1981 → tolgono il controllo sulla moneta
    1992 → azzerano la classe politica
    1992 → vendono il patrimonio sul Britannia
    2011 → impongono Monti con lo spread
    2021 → Draghi chiude il cerchio

    Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale?
    Londra.

    1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA
    CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani

    1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC
    CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti)

    1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro
    Due lettere segrete cambiano tutto.
    Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta.
    Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni.
    Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia)

    1992 — Mani pulite
    Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica,
    i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre
    alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale.
    La selezione di chi cadeva, anche.
    Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli

    1992 — La Riunione sul Britannia
    Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali.
    Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti
    Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo)

    1992–2001 — Le Privatizzazioni
    Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche.
    Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati.
    Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema

    2001–2011 — Demolizione del Welfare
    Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni.
    Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi

    2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread)
    Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita.
    Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati.
    Pareggio di bilancio scritto in Costituzione.
    Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme.
    Napolitano · Monti · Fornero

    2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude)
    Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier.
    191 miliardi di PNRR con condizionalità UE:
    riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni.
    Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo)
    Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta

    La schiavitù del debito:
    1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità)
    1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro)
    1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia)
    2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme")
    Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato.

    Il risultato dopo oltre 60 anni:
    Patrimonio pubblico: svenduto
    Welfare: smantellato
    Sovranità monetaria: ceduta
    Stipendi più bassi d'Europa
    Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa
    Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio
    Fallimenti record per le aziende
    Sanità, scuola e trasporti a pezzi
    49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024

    Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani.

    In_Telegram_Veritas
    Lo smantellamento della sovranità e della potenza economica dell'Italia parte dal 1962 Lo schema logico: 1962 → eliminano chi vuole l'indipendenza energetica 1978 → eliminano chi vuole l'indipendenza politica 1981 → tolgono il controllo sulla moneta 1992 → azzerano la classe politica 1992 → vendono il patrimonio sul Britannia 2011 → impongono Monti con lo spread 2021 → Draghi chiude il cerchio Quando propagandano che è giusto che decida il "mercato", in realtà, stanno dicendo che deve essere la finanza a decidere. E chi comanda la finanza a livello mondiale? Londra. ✈️ 1962 — L'Assassinio di Enrico Mattei che voleva l'indipendenza energetica per l'Italia, inaccettabile per Londra e gli USA 👤 CIA · MI6 · Sette Sorelle · NATO · Servizi italiani 🩸 1978 — L'Assassinio di Aldo Moro che voleva un'Italia sovrana, Kissinger vietò categoricamente il "compromesso storico" PCI-DC 👤 CIA, NATO, Gladio, (BR usati come utili idioti) 📜 1981 — Il Divorzio Banca d'Italia / Tesoro Due lettere segrete cambiano tutto. Lo Stato perde il controllo sulla propria moneta. Il debito pubblico esplode dal 60% al 105% del PIL in 11 anni. 👤 Andreatta (Tesoro) + Ciampi (Banca d'Italia) ⚖️ 1992 — Mani pulite Mentre i magistrati azzerano la Prima Repubblica, i mercati aspettano in fila. DC e PSI distrutti. PCI/PDS e Lega risparmiate. Gli avvisi di garanzia arrivano sempre alla vigilia dei voti chiave. La corruzione era reale. La selezione di chi cadeva, anche. 👤 Di Pietro · Davigo · Colombo · Borrelli 🚢 1992 — La Riunione sul Britannia Arriva l'ordine da Londra: sul panfilo reale britannico, nel giorno della festa della Repubblica, si pianifica la svendita del patrimonio pubblico italiano davanti a Goldman Sachs, Warburg e Merrill Lynch. Draghi non era lì come ospite, ma come oratore ufficiale. Presentò il piano di privatizzazioni italiano davanti ai banchieri internazionali. 👤 Draghi (Tesoro) · Andreatta · Tremonti Presenti anche: rappresentanti di ENI e IRI · (probabilmente Beppe Grillo) 🏭 1992–2001 — Le Privatizzazioni Telecom, Autostrade, ENI, ENEL, banche pubbliche. Vendute sotto valore. Il debito non scende. I profitti vanno ai privati. 👤 Amato · Ciampi · Berlusconi · Dini · Prodi · D'Alema ✂️ 2001–2011 — Demolizione del Welfare Legge Biagi, tagli alla scuola, alla sanità, alle pensioni. 👤 Berlusconi · Tremonti · Maroni · Sacconi 🔧 2011–2013 — Governo Monti (imposto dallo spread) Napolitano rimuove Berlusconi e nomina Monti senatore a vita. Riforma Fornero: pensioni a 67 anni. 350.000 esodati. Pareggio di bilancio scritto in Costituzione. Votato da PD, PDL, UdC - tutti insieme. 👤 Napolitano · Monti · Fornero 💶 2021–2022 — Governo Draghi (il cerchio si chiude) Lo stesso Draghi del Britannia 1992 torna come Premier. 191 miliardi di PNRR con condizionalità UE: riforma giustizia, PA, fisco, liberalizzazioni. Sostenuto da M5S, Lega, PD, FI, IV - tutti tranne FdI (tenuti appositamente fuori per il futuro e attuale governo) 👤 Mattarella · Draghi · Franco · Cartabia · Brunetta La schiavitù del debito: 1962 → ~35% PIL (Mattei vivo, Stato con accenni di sovranità) 1981 → ~60% PIL (Divorzio B.I./Tesoro) 1992 → ~105% PIL (Mani Pulite + Britannia) 2024 → ~135% PIL (dopo 30 anni di "riforme") Ci hanno detto che bisognava vendere tutto per ridurre il debito. Hanno venduto tutto. Il debito è raddoppiato. 📌 Il risultato dopo oltre 60 anni: ▪️ Patrimonio pubblico: svenduto ▪️ Welfare: smantellato ▪️ Sovranità monetaria: ceduta ▪️ Stipendi più bassi d'Europa ▪️ Cuneo fiscale e pressione fiscale fra le più alte d'Europa ▪️ Fuga di cervelli record, oltre 200 mila laureati emigrati nell'ultimo decennio ▪️ Fallimenti record per le aziende ▪️ Sanità, scuola e trasporti a pezzi ▪️ 49° posto nella libertà di stampa: peggior risultato in Europa occidentale, in calo dal 46° posto del 2024 Riprendiamoci l'Italia per tornare Grandi, diventando finalmente Sovrani. 🔗 In_Telegram_Veritas
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  • E come sempre i cosiddetti "complottisti" hanno avuto ragione.

    HA STATO POOOTIN
    🤏🏻

    1) Segretaria di Stampa della Casa Bianca Jen Psaki, 9 marzo 2022:

    - La Russia ha precedentemente inventato menzogne così sfacciate. Riguardo all'esistenza presunta di un programma di sviluppo di armi chimiche e biologiche negli USA. O in Ucraina sotto il controllo degli USA. È proprio la Russia ad avere un tale programma. Il nostro obiettivo è dissipare la disinformazione che sta cercando di diffondere.
    E dire al mondo che non solo possiede questo programma, ma ci sono anche esempi di utilizzo di tali armi.
    E dobbiamo rimanere vigili su questo.

    2) Direttrice dell'Intelligence Nazionale degli USA Tulsi Gabbard, 12 giugno 2026:

    - Oggi, sto rendendo pubblica l'informazione sul finanziamento a lungo termine da parte del governo degli USA di più di 120 biolaboratori in più di 30 paesi. Inclusa l'Ucraina, che comporta rischi in connessione con la guerra attuale tra Russia e Ucraina. In precedenza, la nostra comunità di intelligence aveva già avvertito che patogeni pericolosi sono probabilmente conservati nei biolaboratori ucraini finanziati dall'America. L'informazione stessa sull'esistenza, la storia di creazione, la posizione e il finanziamento di questi biolaboratori è stata deliberatamente insabbiata da persone molto influenti. Che hanno assicurato che tali biolaboratori non esistono in natura. E chiunque dicesse il contrario è stato chiamato agente straniero e traditore dell'America.

    https://x.com/itsmeback_/status/2065836618825482321?s=20
    E come sempre i cosiddetti "complottisti" hanno avuto ragione. HA STATO POOOTIN 🐑🤏🏻🧠💩 1) Segretaria di Stampa della Casa Bianca Jen Psaki, 9 marzo 2022: - La Russia ha precedentemente inventato menzogne così sfacciate. Riguardo all'esistenza presunta di un programma di sviluppo di armi chimiche e biologiche negli USA. O in Ucraina sotto il controllo degli USA. È proprio la Russia ad avere un tale programma. Il nostro obiettivo è dissipare la disinformazione che sta cercando di diffondere. E dire al mondo che non solo possiede questo programma, ma ci sono anche esempi di utilizzo di tali armi. E dobbiamo rimanere vigili su questo. 2) Direttrice dell'Intelligence Nazionale degli USA Tulsi Gabbard, 12 giugno 2026: - Oggi, sto rendendo pubblica l'informazione sul finanziamento a lungo termine da parte del governo degli USA di più di 120 biolaboratori in più di 30 paesi. Inclusa l'Ucraina, che comporta rischi in connessione con la guerra attuale tra Russia e Ucraina. In precedenza, la nostra comunità di intelligence aveva già avvertito che patogeni pericolosi sono probabilmente conservati nei biolaboratori ucraini finanziati dall'America. L'informazione stessa sull'esistenza, la storia di creazione, la posizione e il finanziamento di questi biolaboratori è stata deliberatamente insabbiata da persone molto influenti. Che hanno assicurato che tali biolaboratori non esistono in natura. E chiunque dicesse il contrario è stato chiamato agente straniero e traditore dell'America. https://x.com/itsmeback_/status/2065836618825482321?s=20
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  • RIVELAZIONE DECLASSIFICATA SUI BIOLABORATORI: La DNI Tulsi Gabbard ha appena rilasciato i documenti e sono esplosivi. Oltre 120 biolaboratori in più di 30 paesi, con un forte focus sull'Ucraina, dove gli Stati Uniti hanno costruito e sostenuto oltre 40 laboratori. Questa pubblicazione supporta direttamente l'Ordine Esecutivo del Presidente Trump del maggio 2025 per porre fine al finanziamento federale della rischiosa ricerca Gain-of-Function a livello mondiale e aumentare la trasparenza. La Direttrice dell'Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard ha rilasciato diapositive declassificate mai viste prima che espongono l'ampiezza dei laboratori biologici finanziati dal governo statunitense in tutto il mondo. Queste strutture sono state utilizzate per: - Stoccaggio di Patogeni Particolarmente Pericolosi (EDP) dell'era sovietica - Formazione di scienziati ucraini in laboratori di biocontenimento ad alto contenimento - Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. - Ricerca su virus mortali I patogeni documentati includono, Antrace, Peste, Ebola, Marburg, Lassa, Tularemia, Tubercolosi, Febbre Suina Africana, Malattia di Newcastle, MERS, SARS, Rickettsia e altri. Laboratori a Odessa, Uzhgorod, Kherson, Zakarpattia, più grandi istituti come il Laboratorio di Riferimento Centrale e l'Istituto di Ricerca Antipe ste Ucranio. Il principale appaltatore statunitense era Black & Veatch, con subappaltatori ucraini come Techno Project, Mediamax, Invest e altri. I costi per i contribuenti ammontavano a milioni per laboratorio. Esempi: $2,1M, $3,5M, $1,7M–$1,9M per progettazione, costruzione e attrezzature. Il Ministero della Salute ucraino ha rilasciato permessi per lavorare con questi patogeni pericolosi. Gli Stati Uniti hanno pagato scienziati ucraini per studiare i genomi di virus altamente infettivi, inclusa l'influenza aviaria altamente patogena, all'interno di questi laboratori di biocontenimento finanziati dagli americani. Chiaro "reticolo di connessioni" con l'industria della difesa dalle armi biologiche statunitense. Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. Questo programma è stato consapevolmente nascosto al popolo americano per anni. Amministrazioni precedenti e funzionari avrebbero mentito, insabbiato e attaccato chiunque sollevasse domande. Molti di questi laboratori hanno condotto ricerche su patogeni pericolosi con pochissima supervisione, inclusi lavori pericolosi di Gain-of-Function. I laboratori in Ucraina sono ora a rischio elevato a causa della guerra in corso. I file sono pubblici. La verità è venuta fuori. Non si tratta di cospirazione, sono documenti declassificati del governo statunitense. Esigete responsabilità.

    https://x.com/OrtigiaP/status/2065761271786455508?s=20
    RIVELAZIONE DECLASSIFICATA SUI BIOLABORATORI: La DNI Tulsi Gabbard ha appena rilasciato i documenti e sono esplosivi. Oltre 120 biolaboratori in più di 30 paesi, con un forte focus sull'Ucraina, dove gli Stati Uniti hanno costruito e sostenuto oltre 40 laboratori. Questa pubblicazione supporta direttamente l'Ordine Esecutivo del Presidente Trump del maggio 2025 per porre fine al finanziamento federale della rischiosa ricerca Gain-of-Function a livello mondiale e aumentare la trasparenza. La Direttrice dell'Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard ha rilasciato diapositive declassificate mai viste prima che espongono l'ampiezza dei laboratori biologici finanziati dal governo statunitense in tutto il mondo. Queste strutture sono state utilizzate per: - Stoccaggio di Patogeni Particolarmente Pericolosi (EDP) dell'era sovietica - Formazione di scienziati ucraini in laboratori di biocontenimento ad alto contenimento - Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. - Ricerca su virus mortali I patogeni documentati includono, Antrace, Peste, Ebola, Marburg, Lassa, Tularemia, Tubercolosi, Febbre Suina Africana, Malattia di Newcastle, MERS, SARS, Rickettsia e altri. Laboratori a Odessa, Uzhgorod, Kherson, Zakarpattia, più grandi istituti come il Laboratorio di Riferimento Centrale e l'Istituto di Ricerca Antipe ste Ucranio. Il principale appaltatore statunitense era Black & Veatch, con subappaltatori ucraini come Techno Project, Mediamax, Invest e altri. I costi per i contribuenti ammontavano a milioni per laboratorio. Esempi: $2,1M, $3,5M, $1,7M–$1,9M per progettazione, costruzione e attrezzature. Il Ministero della Salute ucraino ha rilasciato permessi per lavorare con questi patogeni pericolosi. Gli Stati Uniti hanno pagato scienziati ucraini per studiare i genomi di virus altamente infettivi, inclusa l'influenza aviaria altamente patogena, all'interno di questi laboratori di biocontenimento finanziati dagli americani. Chiaro "reticolo di connessioni" con l'industria della difesa dalle armi biologiche statunitense. Le diapositive notano anche le accuse della Russia su lavori di armi biologiche statunitensi nelle strutture ucraine. Questo programma è stato consapevolmente nascosto al popolo americano per anni. Amministrazioni precedenti e funzionari avrebbero mentito, insabbiato e attaccato chiunque sollevasse domande. Molti di questi laboratori hanno condotto ricerche su patogeni pericolosi con pochissima supervisione, inclusi lavori pericolosi di Gain-of-Function. I laboratori in Ucraina sono ora a rischio elevato a causa della guerra in corso. I file sono pubblici. La verità è venuta fuori. Non si tratta di cospirazione, sono documenti declassificati del governo statunitense. Esigete responsabilità. https://x.com/OrtigiaP/status/2065761271786455508?s=20
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  • L’intelligenza artificiale ha già iniziato a progettare sé stessa - Linkiesta.it
    Per secoli il progresso tecnologico è stato interamente guidato dagli esseri umani. Oggi Claude scrive gran parte del codice utilizzato da Anthropic e sistemi sempre più avanzati contribuiscono allo sviluppo dei loro successori. È il primo assaggio di quello...
    https://www.linkiesta.it/2026/06/lintelligenza-artificiale-ha-gia-iniziato-a-progettare-se-stessa/
    L’intelligenza artificiale ha già iniziato a progettare sé stessa - Linkiesta.it Per secoli il progresso tecnologico è stato interamente guidato dagli esseri umani. Oggi Claude scrive gran parte del codice utilizzato da Anthropic e sistemi sempre più avanzati contribuiscono allo sviluppo dei loro successori. È il primo assaggio di quello... https://www.linkiesta.it/2026/06/lintelligenza-artificiale-ha-gia-iniziato-a-progettare-se-stessa/
    WWW.LINKIESTA.IT
    L’intelligenza artificiale ha già iniziato a progettare sé stessa - Linkiesta.it
    Per secoli il progresso tecnologico è stato interamente guidato dagli esseri umani. Oggi Claude scrive gran parte del codice utilizzato da Anthropic e sistemi sempre più avanzati contribuiscono allo sviluppo dei loro successori. È il primo assaggio di quello che i ricercatori chiamano miglioramento ricorsivo
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  • IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito

    Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno

    Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità?

    di FLAMINIA CAMILLETTI

    Testo:
    In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

    Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale.

    Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione».

    La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli.

    L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo».

    Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

    Didascalia foto:
    António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
    IRRICEVIBILE il tentativo di annullare l'unanimità nelle votazioni europee. Si dovrebbero cambiare i Trattati, i paesi minori non sarebbero rappresentati, e in ogni caso , un'infrazione ai Trattati legittima qualsiasi infrazione. La #vonderleyen vuole la dittatura , non le sarà consentito Bruxelles mira ad allargare a tutti per poi non far contare nessuno Cinque Paesi insistono per «limitare» il diritto di veto dei nuovi ingressi. E l’unanimità? di FLAMINIA CAMILLETTI Testo: In Europa si insiste: l’obiettivo è eliminare il diritto di veto per i Paesi membri nelle materie in cui è richiesta l’unanimità. Una proposta che comincia a prendere forma perché è arrivata una richiesta ufficiale in un documento firmato da Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Nel documento si legge: «L’Ue dovrebbe iniziare un approfondito dibattito sulla possibilità di limitazioni temporanee e transitorie dei diritti di voto per i nuovi Stati membri, in particolare nelle parti dell’acquis dell’Ue in cui è richiesta l’unanimità». Nel testo si fa riferimento a Politica estera e di sicurezza comune e Quadro finanziario pluriennale. Nel documento vengono citate anche ulteriori forme di salvaguardia, tra cui una clausola di non regressione vincolante sullo Stato di diritto, che abbia conseguenze automatiche in caso di violazione; la partecipazione alla Procura europea (Eppo) come precondizione per l’adesione; l’estensione delle clausole di salvaguardia esistenti a sicurezza economica e interferenze straniere, con misure transitorie anche per Politica agricola comune e coesione; una revisione dell’articolo 7 Tue (quello che permette di privare del diritto di voto uno Stato membro che non rispetta i valori europei) in modo che non sia più richiesta l’unanimità ma un voto a maggioranza dei 4/5; e una clausola che richiami il principio di leale cooperazione, con possibili meccanismi per affrontare possibili violazioni. «I Paesi candidati hanno bisogno di una prospettiva chiara per l’allargamento. Dobbiamo quindi mantenere lo slancio nella nostra politica di allargamento, garantendo che gli impegni di adesione conducano a risultati concreti» si spiega nel testo. «Facendo tesoro delle lezioni apprese dai precedenti cicli di allargamento, occorre una nuova prospettiva sui trattati di adesione». La sostanza è proprio nella revisione dell’articolo 7 del Tue. Una proposta sollevata dalla crisi creata dal veto che l’Ungheria di Viktor Orbán aveva posto sul sostegno all’Ucraina e resa più urgente dalla necessità di velocizzare gli iter decisionali dell’Unione. Una proposta che tuttavia continua a sollevare forti dubbi perché potrebbe costringere certi Stati membri a subire decisioni che si ripercuotono nel loro diritto interno senza che i propri cittadini ne siano decisori. Potrebbe quindi inquadrarsi come una violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. L’Italia si è posta fin qui con atteggiamento critico sul tema. La stessa premier Giorgia Meloni ha sollevato dubbi sul superamento del diritto di veto. «Continuiamo a difendere l’impostazione europea come una confederazione di Stati. Non come un superstato» ha detto poche settimane fa Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr. Completamente diversa la posizione del Pd che in una risoluzione oggi impegnerà il governo «favorire il superamento del potere di veto e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’Unione, e a utilizzare la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati membri che vogliono farlo». Si tratta di due degli impegni, indirizzati al governo, presenti nella risoluzione del Partito democratico sulle comunicazioni, domani in Parlamento, della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Didascalia foto: António Costa, presidente del Consiglio europeo [Ansa]
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  • QUESTA è L'INTEGRAZIONE e il ringraziamento all'ITALIA che LI HA ACCOLTI!Milano, il Capodanno dei giovani immigrati (e di un italiano) con il «vaffa» all'Italia: 14 denunciati ma c'è il nodo della perseguibilità
    Quattordici i giovani di origine nordafricana identificati e denunciati per un video postato su TikTok in cui venivano pronunciate offese nei confronti dell'Italia: tra loro anche un italiano. Su segnalazione politica al vaglio anche il video di un guineano che intervista alcuni giovani musulmani che rendono grazie ad Allah

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_gennaio_03/milano-il-capodanno-dei-giovani-immigrati-e-di-un-italiano-con-il-vaffa-all-italia-si-indaga-per-vilipendio-ma-rimane-il-nodo-99954d10-7e6e-4b9c-a25d-ed0259778xlk.shtml
    QUESTA è L'INTEGRAZIONE e il ringraziamento all'ITALIA che LI HA ACCOLTI!Milano, il Capodanno dei giovani immigrati (e di un italiano) con il «vaffa» all'Italia: 14 denunciati ma c'è il nodo della perseguibilità Quattordici i giovani di origine nordafricana identificati e denunciati per un video postato su TikTok in cui venivano pronunciate offese nei confronti dell'Italia: tra loro anche un italiano. Su segnalazione politica al vaglio anche il video di un guineano che intervista alcuni giovani musulmani che rendono grazie ad Allah https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_gennaio_03/milano-il-capodanno-dei-giovani-immigrati-e-di-un-italiano-con-il-vaffa-all-italia-si-indaga-per-vilipendio-ma-rimane-il-nodo-99954d10-7e6e-4b9c-a25d-ed0259778xlk.shtml
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    Milano, il Capodanno dei giovani immigrati (e di un italiano) con il «vaffa» all'Italia: 14 denunciati ma c'è il nodo della perseguibilità
    Quattordici i giovani di origine nordafricana identificati e denunciati per un video postato su TikTok in cui venivano pronunciate offese nei confronti dell'Italia: tra loro anche un italiano. Su segnalazione politica al vaglio anche il video di un guineano che intervista alcuni giovani musulmani che rendono grazie ad Allah
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