• GUERRE in video.
    IRGC: “Pioggia di Missili se Israele non ferma gli attacchi in Libano".
    Netanyahu: "Le Forze di Difesa Israeliane resteranno nelle zone di guerra"
    contro l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
    IT
    https://gospanews.net/2026/06/15/gospa-news-international-guerra-iran-inchieste-e-video-esclusivi-portarei-lincoln-in-fuga-dal-golfo-persico/

    WARS in Video.
    IRGC: “Harsh RESPONSE if Israel not halt Lebanon Attacks”.
    Netanyahu: “IDF will Stay in WarZones”
    vs the PEACE DEAL by US-IRAN
    EN
    https://gospanews.net/en/2026/06/15/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
    GUERRE in video. IRGC: “Pioggia di Missili se Israele non ferma gli attacchi in Libano". Netanyahu: "Le Forze di Difesa Israeliane resteranno nelle zone di guerra" contro l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. IT https://gospanews.net/2026/06/15/gospa-news-international-guerra-iran-inchieste-e-video-esclusivi-portarei-lincoln-in-fuga-dal-golfo-persico/ WARS in Video. IRGC: “Harsh RESPONSE if Israel not halt Lebanon Attacks”. Netanyahu: “IDF will Stay in WarZones” vs the PEACE DEAL by US-IRAN EN https://gospanews.net/en/2026/06/15/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
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    GUERRE in video. IRGC MINACCIA ISRAELE: “Missili se non ferma Bombe sul Libano”. Netanyahu contro l’Accordo di Pace USA-IRAN
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  • QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO

    Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”.

    C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora.

    Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie.

    Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza.

    Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità.

    Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta.

    Don Chisciotte

    seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667

    #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
    🔥 QUANDO IL COLPEVOLE È GIÀ STATO SCELTO Stanotte è andata in fiamme la Cattedrale della Dormizione della Lavra di Pechersk, uno dei luoghi più sacri dell’Ortodossia e uno dei simboli spirituali più importanti della Rus’ storica. Prima ancora che venga completata un’indagine, prima che vengano analizzati i resti e prima che qualcuno ricostruisca seriamente la dinamica dell’accaduto, possiamo già immaginare molti titoli di domani: “Putin bombarda le chiese”. C’è però un dettaglio fastidioso che rischia di disturbare la sceneggiatura. Le immagini mostrano un incendio sul tetto. Le cupole sono ancora in piedi. Le mura sono ancora in piedi. L’edificio è danneggiato, ma esiste ancora. Un missile Iskander trasporta centinaia di chilogrammi di esplosivo. Uno Zircon colpisce a velocità ipersonica con un’energia devastante. Se uno di questi sistemi avesse centrato direttamente la cattedrale, oggi non staremmo osservando un incendio sulla copertura. Staremmo osservando un cratere e un ammasso di macerie. Nelle stesse ore circolano inoltre filmati che sembrerebbero mostrare un missile della difesa aerea ucraina uscire dalla traiettoria prevista sopra Kiev. Non è una prova definitiva, ma è certamente un elemento che meriterebbe attenzione prima di distribuire certificati di colpevolezza. Esiste poi un’altra circostanza difficile da ignorare. La Lavra è da anni al centro di uno scontro politico e religioso. Il governo ucraino ha cercato ripetutamente di espellere i monaci legati al Patriarcato di Mosca e di assumere il controllo del complesso. Anche questo fatto non dimostra nulla, ma rende ancora più assurda la fretta di chi pretende di conoscere già la verità. Viviamo in un’epoca curiosa: i vigili del fuoco stanno ancora spegnendo le fiamme mentre gli editorialisti hanno già concluso il processo. L’indagine arriverà dopo. Forse. La sentenza, invece, è già pronta. Don Chisciotte 🔥seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667 #Russia #Ucraina #Kiev #Lavra #Ortodossia #Geopolitica #DonChisciotte
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  • Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069

    Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei

    di Piero De Ruvo

    Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo.

    I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali.

    Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani.

    Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche.

    È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo.


    Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
    Ucraina, il debito sull’Europa rischia di gravare fino al 2069 Mentre Bruxelles prepara nuovi aiuti a Kiev, cresce il peso di un debito record che potrebbe vincolare l'Ucraina e gravare sui contribuenti europei di Piero De Ruvo Mentre i vertici dell'UE e del Governo italiano definiscono i dettagli dei nuovi pacchetti di aiuti da inviare all’Ucraina, emerge una realtà economica dai contorni inquietanti, un impegno finanziario da oltre 200 miliardi di euro che graverà sulle spalle dei contribuenti europei per quasi mezzo secolo. Un'eredità pesante che le future generazioni si troveranno a gestire, tra il rischio di default e il controllo geopolitico totale su una nazione, l'Ucraina, ormai è legata al “guinzaglio” del debito Europeo. I Numeri del Baratro sono impressionanti. All'inizio del 2026 il debito pubblico ucraino ha raggiunto livelli senza precedenti dalla nascita dello Stato indipendente. Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico e garantito dallo Stato ammonta a circa 213 miliardi di dollari, pari a oltre il 98% del PIL, con alcune stime che lo collocano già sopra il 100% del PIL. Attualmente circa il 75% del debito pubblico ucraino è detenuto da soggetti esteri. L'Unione Europea è diventata il principale creditore del Paese, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell'intero debito pubblico. Un ruolo centrale è svolto anche dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che hanno messo a disposizione prestiti e programmi di assistenza per sostenere l'economia e la stabilità finanziaria del Paese. A questi si aggiungono i finanziamenti concessi dai Paesi del G7 e i numerosi programmi straordinari di aiuto varati dall'Occidente negli ultimi anni, divenuti ormai una componente indispensabile per il funzionamento delle finanze pubbliche ucraine. Parallelamente, il peso degli investitori privati si è notevolmente ridotto, oggi essi detengono meno del 10% del debito complessivo, segno di una crescente dipendenza di Kiev dal sostegno dei governi e delle istituzioni internazionali. In sostanza, il debito ucraino non è più finanziato principalmente dai mercati, ma dai suoi alleati occidentali. Una situazione che garantisce maggiore stabilità nel breve periodo, ma che rende il futuro finanziario del Paese sempre più legato alle scelte politiche ed economiche dei suoi partner internazionali. Tuttavia, il problema potrebbe emergere nel prossimo decennio. Se la guerra dovesse protrarsi o se la crescita economica restasse debole, Kiev potrebbe trovarsi costretta a negoziare ulteriori ristrutturazioni del debito con i creditori internazionali. In questo scenario, il fardello italiano è particolarmente gravoso. Secondo le stime riportate, la quota italiana di garanzia per i soli ultimi 90 miliardi prestati a Kiev ammonta a circa 25 miliardi di euro. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ammesso apertamente che il Paese sta pagando “un prezzo altissimo” che si ripercuote sulle famiglie e sulle imprese italiane. Purtroppo, si tratta di decisioni calate dall'alto, assunte a Bruxelles e ratificate a Roma, che la popolazione si trova a subire senza un reale dibattito sulle conseguenze a lungo termine. Il rischio concreto è che, se l'Ucraina non sarà in grado di onorare i propri debiti — eventualità tutt'altro che remota data la fragilità di un Paese in guerra — il “buco” dovrà essere coperto direttamente dagli Stati membri, ovvero dai contribuenti europei e quindi anche italiani. Dietro la narrativa della solidarietà internazionale si starebbe delineando un rapporto di crescente dipendenza economica tra l'Ucraina e i suoi principali finanziatori. Il nodo centrale riguarda la sostenibilità di un debito che continua ad aumentare e che, secondo questa interpretazione, difficilmente potrà essere restituito integralmente nei tempi previsti senza ulteriori interventi di sostegno o ristrutturazioni. Da qui nasce la certezza che il debito possa trasformarsi in uno strumento di pressione politica ed economica. Nel lungo periodo, Kiev potrebbe essere costretta a privatizzare o cedere quote di controllo di asset strategici, infrastrutture e risorse nazionali per attrarre investimenti, ottenere nuovi finanziamenti o soddisfare le condizioni imposte dai creditori internazionali. In questa lettura, il rischio non sarebbe soltanto finanziario, ma riguarderebbe anche la capacità dello Stato di mantenere piena autonomia nelle proprie scelte economiche. È questa l'eredità che i governi europei stanno lasciando alle future generazioni? Alla luce dei dati della Commissione europea e del Ministero delle Finanze di Kiev, molti osservatori ritengono che il quesito meriti una riflessione approfondita. Secondo le letture più critiche, il peso degli impegni finanziari assunti oggi rischia di gravare soprattutto sui giovani e su coloro che nasceranno nei prossimi decenni. In questa prospettiva, il 2069 non rappresenta soltanto una scadenza riportata in un calendario finanziario, ma il simbolo di un futuro già in parte vincolato dalle decisioni odierne. Il timore è che il ricorso crescente al debito trasferisca sulle generazioni future oneri economici destinati a limitare le risorse disponibili per welfare, istruzione, sviluppo e investimenti strategici. Per i critici, il rischio è che la politica del debito finisca per influenzare non solo i bilanci pubblici, ma anche gli equilibri economici e la capacità dei popoli di determinare autonomamente le proprie priorità nel lungo periodo. Fonte: orantozife (indicato in calce all'articolo)
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  • GUERRE in video
    Netanyahu: "Le truppe israeliane resteranno in Libano"
    contro l'ACCORDO DI PACE tra Stati Uniti e Iran
    Massicci attacchi russi contro l'Ucraina

    WARS in Video
    Netanyahu: “Israeli Troops Will Stay in Lebanon”
    vs the PEACE DEAL by US-IRAN
    Massive Russian Attacks on Ukraine

    https://gospanews.net/en/2026/06/16/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
    GUERRE in video Netanyahu: "Le truppe israeliane resteranno in Libano" contro l'ACCORDO DI PACE tra Stati Uniti e Iran Massicci attacchi russi contro l'Ucraina WARS in Video Netanyahu: “Israeli Troops Will Stay in Lebanon” vs the PEACE DEAL by US-IRAN Massive Russian Attacks on Ukraine https://gospanews.net/en/2026/06/16/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
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  • GUERRE in video.
    L'IRAN HA COLPITO LA BASE DELLA QUINTA FLOTTA USA in BAHRAIN
    e altri 20 obiettivi in ​​rappresaglia agli attacchi del CENTCOM.

    WARS in Video.
    IRAN HIT US Fifth Fleet BASE in Bahrain,
    20 other Targets as Retaliation to CentCom Strikes

    https://gospanews.net/en/2026/06/10/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
    GUERRE in video. L'IRAN HA COLPITO LA BASE DELLA QUINTA FLOTTA USA in BAHRAIN e altri 20 obiettivi in ​​rappresaglia agli attacchi del CENTCOM. WARS in Video. IRAN HIT US Fifth Fleet BASE in Bahrain, 20 other Targets as Retaliation to CentCom Strikes https://gospanews.net/en/2026/06/10/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
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  • BULGARIA! FINALMENTE QUALCUNO CHE RAGIONA dentro l'UE! BISOGNA ESAUTORARE la Von Der Leyen CI STA PORTANDO ALLA CATASTROFE ENERGETICA!
    Ucraina, Tusk: “Ho parlato con Meloni, non è entusiasta del formato E3”. Bulgaria annuncia stop all’invio di armi a Kiev
    di Redazione Esteri
    Von der Leyen annuncia il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nel mirino l'energia, la finanza, la pesca. Previsto anche il divieto d’ingresso ai veterani russi. Zelensky in Estonia per il vertice di Tallinn annuncia accordo sui droni con la Lettonia
    Ue, annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia
    Tutti gli aggiornamenti sul conflitto Russia-Ucraina
    https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/06/09/notizie-ucraina-russia-ue-aggiornamenti-oggi/8413656/
    BULGARIA! FINALMENTE QUALCUNO CHE RAGIONA dentro l'UE! BISOGNA ESAUTORARE la Von Der Leyen CI STA PORTANDO ALLA CATASTROFE ENERGETICA! Ucraina, Tusk: “Ho parlato con Meloni, non è entusiasta del formato E3”. Bulgaria annuncia stop all’invio di armi a Kiev di Redazione Esteri Von der Leyen annuncia il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nel mirino l'energia, la finanza, la pesca. Previsto anche il divieto d’ingresso ai veterani russi. Zelensky in Estonia per il vertice di Tallinn annuncia accordo sui droni con la Lettonia Ue, annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia Tutti gli aggiornamenti sul conflitto Russia-Ucraina https://www.ilfattoquotidiano.it/mondo/live-post/2026/06/09/notizie-ucraina-russia-ue-aggiornamenti-oggi/8413656/
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  • GUERRE in video
    SFIORATO IL DISASTRO ATOMICO! Drone di Kiev su una turbina dell'Impianto Nucleare di Zaporozhye

    WARS in Video
    A NEAR NUCLEAR DISASTER! Kiev drone hits turbine at Zaporozhye Nuclear Power Plant

    https://gospanews.net/en/2026/05/30/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
    GUERRE in video SFIORATO IL DISASTRO ATOMICO! Drone di Kiev su una turbina dell'Impianto Nucleare di Zaporozhye WARS in Video A NEAR NUCLEAR DISASTER! Kiev drone hits turbine at Zaporozhye Nuclear Power Plant https://gospanews.net/en/2026/05/30/middle-east-ukraine-wars-news-in-video-iran-and-china-ready-to-naval-battle-vs-15-us-warships-in-hormuz-russia-infantry-wiped-kiev-hotspots/
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  • OPPURE un DRONE INVIATO direttamente da KIEV? L'IPOTESI più PROBABILE!
    “Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo”" pubblicato il 30 Maggio 2026 a firma di Roberta Zunini
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/30/potrebbe-essere-stato-un-guasto-oppure-la-difesa-di-kiev-a-deviarlo/8403642/
    OPPURE un DRONE INVIATO direttamente da KIEV? L'IPOTESI più PROBABILE! “Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo” Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo”" pubblicato il 30 Maggio 2026 a firma di Roberta Zunini https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/30/potrebbe-essere-stato-un-guasto-oppure-la-difesa-di-kiev-a-deviarlo/8403642/
    WWW.ILFATTOQUOTIDIANO.IT
    “Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo”
    Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "“Potrebbe essere stato un guasto, oppure la difesa di Kiev a deviarlo”" pubblicato il 30 Maggio 2026 a firma di Roberta Zunini
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  • SAREBBE UN DISASTRO TOTALE!!!
    Ucraina nell'Ue, Tajani: 'Il governo è favorevole all'adesione di Kiev' | Il Fatto Quotidiano.it
    Tajani difende la posizione del governo sull'adesione Ue dell'Ucraina, ignorando la spaccatura con la Lega...
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/28/ucraina-ue-tajani-adesione-notizie/8402004/
    SAREBBE UN DISASTRO TOTALE!!! Ucraina nell'Ue, Tajani: 'Il governo è favorevole all'adesione di Kiev' | Il Fatto Quotidiano.it Tajani difende la posizione del governo sull'adesione Ue dell'Ucraina, ignorando la spaccatura con la Lega... https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/28/ucraina-ue-tajani-adesione-notizie/8402004/
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    Ucraina nell'Ue, Tajani: 'Il governo è favorevole all'adesione di Kiev' | Il Fatto Quotidiano.it
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  • I tedeschi pochi decenni fa hanno ucciso più di 20milioni di russi al comando di Hitler. I russi, per ingenuità, hanno consentito ai tedeschi di riunificare la Germania dopo soli 50 anni dalla caduta del nazismo. Le classi dirigenti moscovite pensavano che la furia omicida contro i russi fosse prerogativa esclusiva dell'infame regime del fuhrer. Illusi. Oggi la Germania persegue le stesse politiche di allora sotto il paravento della "liberaldemocrazia". Pistorius parla esattamente come Goebbels e arma a viso aperto i nazisti di Kiev. Al tempo dei romani nessuno avrebbe pensato che "non serve più limitare militarmente Cartagine perché il sistema politico interno è cambiato dopo la sconfitta di Annibale". Questi pensierini sovrastrutturali convincono solo alcuni svampiti politici moderni. Per rimediare a quell'errore storico di proporzioni colossali, i russi saranno costretti di malavoglia a usare qualsiasi strumento a loro disposizione per estirpare definitivamente la minaccia tedesca che muove i banderisti ucraini. Ecco perché in questi giorni Mosca e Minsk- perduta la speranza di arrivare ad un accordo diplomatico- stanno "oliando" gli arsenali nucleari. Per la cronaca, dopo la terza guerra punica non ci fu più bisogno della quarta...

    Francesco Toscano
    I tedeschi pochi decenni fa hanno ucciso più di 20milioni di russi al comando di Hitler. I russi, per ingenuità, hanno consentito ai tedeschi di riunificare la Germania dopo soli 50 anni dalla caduta del nazismo. Le classi dirigenti moscovite pensavano che la furia omicida contro i russi fosse prerogativa esclusiva dell'infame regime del fuhrer. Illusi. Oggi la Germania persegue le stesse politiche di allora sotto il paravento della "liberaldemocrazia". Pistorius parla esattamente come Goebbels e arma a viso aperto i nazisti di Kiev. Al tempo dei romani nessuno avrebbe pensato che "non serve più limitare militarmente Cartagine perché il sistema politico interno è cambiato dopo la sconfitta di Annibale". Questi pensierini sovrastrutturali convincono solo alcuni svampiti politici moderni. Per rimediare a quell'errore storico di proporzioni colossali, i russi saranno costretti di malavoglia a usare qualsiasi strumento a loro disposizione per estirpare definitivamente la minaccia tedesca che muove i banderisti ucraini. Ecco perché in questi giorni Mosca e Minsk- perduta la speranza di arrivare ad un accordo diplomatico- stanno "oliando" gli arsenali nucleari. Per la cronaca, dopo la terza guerra punica non ci fu più bisogno della quarta... Francesco Toscano
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